lunedì 15 giugno 2009

Riflessioni sparse che vorrebbero risolvere ma non sanno se possono:



1- va rimessa in discussione la forma partito;
2- va completamente deburocratizzato il rapporto vertice base;
3- va dato il massimo margine di autonomia alle realtà locali (circoli);
4- va letto il territorio dai circoli, allacciando legami politico/ culturali;
5- va creata una rete tra tutte le varie realtà politiche/realtà culturali/realtà conflittuali territoriali/realtà non inseribili in schematismi rigidi di vecchia scuola di partito;
6- il tutto deve avvenire in un contesto di rapporto inter pares/tra pari (ma anche dispari per non fare pregiudiziali);
7- bisogna invitare ed essere invitati, partecipare ed essere partecipati;
8- nessuna pregiudiziale di partecipazione se non la condivisione delle finalità, si ragiona sul fare, nel merito;
9- nessuna pregiudiziale, tranne quelle che ci fanno portatori di un modello culturale alternativo e di sinistra (antifascismo. antirazzismo, laicità,...);
10- i circoli devono smettere di essere “case chiuse” e divenire “case aperte” (che si chiamino case del popolo/case della sinistra/case multiculturali od altro,
ma penso che “casa del popolo” si possa considerare una dizione che soddisfa il senso di continuità e di innovazione).

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