venerdì 29 febbraio 2008

Tradito

tradito da trama non mia
non rima di quasi poesia
insipida malinconia
fatta di vuoto

io non lo nuoto quel mare
non ho il miele, nè api
fatte di vento per
saperlo creare

sono tracce di un mondo
che non riesco a capire
linguaggi, aforismi, idee
di persone e contesti
in cui ho messo cartelli

non mi vendo, non ti vendo
non scendo

non sono rampa di scale
ascensore, cammello
non so in quale deserto

non voglio dare risposte
a domanda d'esame, quesito
essere misurato col metro tarato
dalle altrui convinzioni, convenzioni
commistioni al consenso

che mi fiatano il collo
come fosse un gran
bacio di fata

e tra un fiato ed un tasto
premo piano la molla del testo

lunedì 18 febbraio 2008






bisognerebbe avere
la penna giusta
per scrivere
senza ferire
senza lacerare

penna più leggera
di un petalo
più dura del dolore

giovedì 14 febbraio 2008

Appunti fotografici




Non puoi metterlo dentro una foto
nei racconti rimane incompleto
senza aghi di pioggia che
ti sferzano il viso
senza spinte violente alle spalle
e scartare di lato

non c'è modo di rendere il vento
senza averlo vissuto
non c'è modo di mostrare orizzonti
più larghi della punta di un naso

mancherebbero l'odore di terra
e tutti i suoni del caso
un intero universo che sussurra
e sorseggia, senza perdere il fiato

tutto questo una foto
non potrebbe capirlo
per cui resta soltanto un appunto,
uno splendido appunto, ma
pur sempre un appunto incompleto.

mercoledì 6 febbraio 2008

Elogio della timidezza

Se mi spoglio del timore di
mostrare ben chiara l'emozione
che mi da il voler dire senza saper dire
l'aver dentro temendo di affacciare fuori
il costruire sogni
troppo leggeri per fermarsi a terra,
troppo pesanti per prendere il volo
se non mi vergogno del mio rossore interiore
se lo lascio spandersi sul viso come
fanno i bambini colti con le mani nella marmellata
per troppa gola e poca ragione per
troppo amore e poco timore
per troppo colore e poco bianco e nero
e se smetto di avere paura
del mio antico pudore e mi faccio
spettinare dal vento e non provo
sgomento per le parole che
uscirebbero sole se, ma poi
non escono in quanto
ed alla fine il mio sguardo
ti guarda in silenzio e la smette
di cercare parole per riempire
e ragioni su cui poggiare
sì, se solo potessi smettere
di essere la corretta porzione
di mente sana e ti facessi capire
che sono sempre un passo
oltre ciò che dico.