domenica 27 novembre 2011

25 - 26 novembre - Teatro Centrale Preneste ...

Dal dietro le quinte ai saluti !!!










Grazie di esserci stati !!!

martedì 22 novembre 2011







In questa normalità che ci circonda,
siamo il guscio esterno della vita,
sempre in ritardo di un attimo, a risalire la salita.

Con in mano foglio sfuso e matita,
prendiamo appunti per non ripetere,
infinita linea di minuti, lo stesso sbaglio.

Nella rinfusa smarrita, di un perso bagaglio.




Nella rinfusa delle mie emozioni
c’è una maglietta personalizzata
e sopra i gusti, sopra i miei colori.

Posso sentirmi finalmente a casa.




Fatti di ritmo e gesto
sempre un testo ci scorre
nelle vene, sempre quel senso
d'ingiustizia ci scalda il sangue
e restiamo dalla parte del torto
restiamo umani, e non ci bagni mai
la profumata acqua della convenienza
legati all'utopia, alla via in cui siamo
ciò che vorremmo

con la lancia della ribellione
puntata nel cuore della salita,
un anno in più è nulla
per mutare o rassegnarci

farci pensare che possa essere finita
quell'oggetto misterioso che è
resta e sarà la nostra vita.


sabato 19 novembre 2011

SI FA ANCORA A TEMPO A PRENOTARE



"80 Voglia di Pesce"
25 e 26 Novembre ORE 21.00
Centrale Preneste Teatro, via Alberto Da Giussano 58.
Uno spettaco di e con Paolo "Pesce" Nanna


Il Pesce è un raccontatore di storie. Le sue storie sono fatte di niente, catturate per caso,
storie che il Pesce trasforma per il pubblico in narrazione, in rappresentazione teatrale e la risata arriva subito a creare una complicità che coinvolge la sala ed il narratore.
Questa volta ci racconta gli anni ottanta, i suoi anni ottanta, visti e vissuti da un sud del mondo, in questo caso dal suo quartiere, dalla sua 100celle.
Nei momenti di passaggio le canzoni di quel periodo, riviste e corrette dal maestro Federico Scalas e impreziosite dalla voce di Tiziana Camerani, avvolgono tutti e sanno portarti lontano, oltre le pareti del teatro, ad incontrare una nuova narrazione, ma non tutto è come sembra …

Autore: Paolo”Pesce”Nanna
Regia: Marena Micheli
Musiche: Federico Scalas e Tiziana Camerani
Arrangiamenti: Federico Scalas
Violoncello: Federico Scalas
Voce e chitarra: Tiziana Camerani
Attori: Paolo”Pesce”Nanna, Maurizio Limongi
Poesie: Giuseppe Spinillo

Costo Biglietti: € 12.00 (non vi sbagliate con 12 mila lire…)
Info e prenotazioni tel. 06.25393527/27801063

mercoledì 16 novembre 2011

Non più Silvio



(Il re, nudo, è caduto)

Mai più. Poco da ridere,
niente da ridire. Non ci credo
a certe feste, alle monetine,
alle ginestre, alle ardue sentenze
del non cambiare. Non più.
Mai più senza musica.
Senti le note, lente le parole.
Come un non bacio che aspetta
il momento per essere dato.
Oggi il re, nudo, è caduto.
Godiamoci il vuoto.
Ipotizziamo l’infinito.


(giuseppe spinillo)

lunedì 7 novembre 2011

grazie e non perdiamoci di vista

3 novembre 2011 presso la Biblioteca Quarticciolo dalle ore 20.00
POESIA … ABBRACCIO CORALE ----
grazie per esserci stati,

è stata la prima presentazione della nuova raccolta poetica ma ce ne saranno altre.
---- CHI VOLESSE ACQUISTARE COPIA DELLA RACCOLTA “CEDA EL PASO AL PINGUINO”
Può RICHIERELA O DIRETTAMENTE ALLA CASA EDITRICE TRAMITE UNA PROPRIA LIBRERIA DI FIDUCIA O DIRETTAMENTE ALL’AUTORE
(CONCORDANDO TRAMITE E MAIL giuspin61@libero.it o numero di cellulare 366 6695011) ovvero alle iniziative di presentazione della raccolta.



"80 Voglia di Pesce"
25 e 26 Novembre
Centrale Preneste Teatro, via Alberto Da Giussano 58.
Uno spettaco di e con Paolo "Pesce" Nanna


Il Pesce è un raccontatore di storie. Le sue storie sono fatte di niente, catturate per caso,
storie che il Pesce trasforma per il pubblico in narrazione, in rappresentazione teatrale e la risata arriva subito a creare una complicità che coinvolge la sala ed il narratore.
Questa volta ci racconta gli anni ottanta, i suoi anni ottanta, visti e vissuti da un sud del mondo, in questo caso dal suo quartiere, dalla sua 100celle.
Nei momenti di passaggio le canzoni di quel periodo, riviste e corrette dal maestro Federico Scalas e impreziosite dalla voce di Tiziana Camerani, avvolgono tutti e sanno portarti lontano, oltre le pareti del teatro, ad incontrare una nuova narrazione, ma non tutto è come sembra …

Autore: Paolo”Pesce”Nanna
Regia: Marena Micheli
Musiche: Federico Scalas e Tiziana Camerani
Arrangiamenti: Federico Scalas
Violoncello: Federico Scalas
Voce e chitarra: Tiziana Camerani
Attori: Paolo”Pesce”Nanna, Maurizio Limongi
Poesie: Giuseppe Spinillo

Costo Biglietti: € 12.00 (non vi sbagliate con 12 mila lire…)
Info e prenotazioni tel. 06.25393527/27801063

(CHI VOLESSE RENDERSI UTILE NEL RICOSTRUIRE LA CRONOLOGIA DEGLI ANNI 80 Può INVIARE ANCORA
UNA DATA LEGATA AD UN EVENTO, AD UNA SITUAZIONE, AD UN PERSONAGGIO, CHE ABBIAMO IN UN QUALCHE MODO
CARATTERIZZATO GLI ANNO 80. GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE. CI VEDIAMO IN TEATRO)

lunedì 31 ottobre 2011

3 novembre ed un po' di altro









3 novembre 2011 presso la Biblioteca Quarticciolo dalle ore 20.00
La struttura si trova nel VII Municipio, nella zona tra via Prenestina
e viale Palmiro Togliatti. l'ingresso della BIBLIOTECA è in via Castellaneta, 10

POESIA … ABBRACCIO CORALE
Tre poeti del territorio abbracciano con i loro versi il pubblico della Biblioteca Quarticciolo e del territorio.
· Norma Coccia con “IO E L’ALTRA” il maturare della poesia… il divenire raccolta “di vita passata così piena di voci e di risa, di canti”
· Liliana Manetti con “L’ULTIMA ROMANTICA” il concetto d’amore, le sfumature attinte dalla natura e dalla natura umana … tradotto in versi aspettando che “arrivi quel colore, che colga di sorpresa, dopo anni … dopo questa lunga attesa”
· Giuseppe Spinillo e Tiziana Cameranicon “APPUNTI DI VIAGGIO” Concerto per note e versi in occasione dell’uscita di “Ceda el paso al pinguino” ed. ALPES di Giuseppe Spinillo
(ORIENTETIVAMENTE ATTORNO ALLE ORE 21.00)

---- CHI VOLESSE ACQUISTARE COPIA DELLA RACCOLTA “CEDA EL PASO AL PINGUINO” Può RICHIERELA O DIRETTAMENTE ALLA CASA EDITRICE TRAMITE UNA PROPRIA LIBRERIA DI FIDUCIA O DIRETTAMENTE ALL’AUTORE (CONCORDANDO TRAMITE E MAIL giuspin61@libero.it o numero di cellulare 366 6695011) ovvero alle iniziative di presentazione della raccolta.

25 e 26 Novembre Centrale Preneste. Uno spettaco di e con Paolo "Pesce" Nanna.
Il Pesce è un raccontatore di storie. Le sue storie sono fatte di niente, catturate per caso, storie che il Pesce trasforma per il pubblico in narrazione, in rappresentazione teatrale e la risata arriva subito a creare una complicità che coinvolge la sala ed il narratore. Questa volta ci racconta gli anni ottanta, i suoi anni ottanta, visti e vissuti da un sud del mondo, in questo caso dal suo quartiere, dalla sua 100celle. Nei momenti di passaggio le canzoni di quel periodo, riviste e corrette dal maestro Federico Scalas e impreziosite dalla voce di Tiziana Camerani, avvolgono tutti e sanno portarti lontano, oltre le pareti del teatro, ad incontrare una nuova narrazione, ma non tutto è come sembra…Autore: Paolo”Pesce”Nanna - Regia: Marena Micheli - Musiche: Federico Scalas e Tiziana Camerani - Arrangiamenti: Federico Scalas - Violoncello: Federico Scalas - Voce e chitarra: Tiziana CameraniAttori: Paolo”Pesce”Nanna, Maurizio Limongi - Poesie: Giuseppe SpinilloCosto Biglietti: € 12.00 (non vi sbagliate con 12 mila lire…) - Info e prenotazioni tel. 06.25393527/27801063 - VENITE, DIFFONDETE E RICORDATEVI CHE... CHI NON VIENE E' DEL 2000!!!
(APPELLO : SI POSSONO INVIARE ancora spunti con eventi e date significative degli anno 80,
che verranno prese in considerazione nello svolgimento dello spettacolo)

DAL 1° AL 6 NOVEMBRE 2011 L’IMPORTANZA DI DONATELLA
di e con Donatella Mei. TEATRO DI DOCUMENTI –
v. Nicola Zabaglia, 42. Roma – tel. 06.5744034 - 328.8475891In uno stile allunato e personalissimo, l’autrice–attrice racconta uno spietato fatto di cronaca
quale è stato il massacro del Circeo che tuttavia ha provocato, nel nostro sistema giudiziario,
una rilevante modifica: lo stupro, da delitto contro la morale,
è stato riconosciuto delitto contro la persona.

giovedì 20 ottobre 2011

martedì 18 ottobre 2011


Davvero viviamo in tempi duri
duri come la pietra e l'inciampo
duri come il cuore e il disincanto
in petto ci batte il ritmo incalzante
della vita, della deriva, delle fronde
e l'aria stordita da stagionature, nature umane
in petto ci sussurra la parola, ci agita il verbo,
ci sostiene la conta dei sogni
che assieme abbiamo vissuto l'istante

che assieme abbiamo tentato di stroncare
con l'essere assieme l'assetto delle cose

le ombrose sagome dell'inganno
da scoprire una ad una
da smaltire come scorie di un reale
che non ne vuole sapere di farsi modificare
di un potere che si aggrappa a se stesso
di domande che non potranno mai trovare
risposte, l'a chi giova, la prova del nove
le remore a vivere che ogni volta
ci scuotono e tentiamo il volo
volo stroncato dal fucile spianato
dell'adesso, ora e adesso
stai qui, restami accanto

per non mollare sogni e idee
non staccarti dal gesto
siamo noi, solo noi il nostro testo.

sabato 15 ottobre 2011

(15 ottobre in piazza indingnazione)











Buona indignazione, buon furore
buona ondata di fiamme
buona distruzione
della panza strabica
di questa finanza
di questa stanza stretta
dove la parola non si fa gesto
e il silenzio non urla
e la burla si fa regola permanente
e la ragione si usa solo
per difendere l'esistente
o per strumentalizzare il vuoto
del proprio niente
ma oggi buona indignazione
buone piazze ribelli
buona via buona la rebeldia
di lingua in lingua
di confine in confine
di scavalco in scavalco
verso il varco finale
che chiuda lo spazio
a chi, cieco, non vuole vedere
inetto non vuole agire
stipato di assenza
non vuole o non sa più
scegliere la presenza
abbraccio così
la buona indignazione
in degna azione
di chi anche solo con il cuore
sappia essere piazza, urlo
infinitamente attento
alla speranza che ancora
possa esistere la parola mutamento
e bando alla forma
bando alla norma
sfianchiamo il fianco di questa
strana culla che ci vuole dormienti
e accendiamole una volta per tutte
le nostre strane menti.


oggi mi sento indignato
ogni mi bagno i piedi in questo mare salato
oggi raccolgo sogni e li spargo sul selciato
oggi mi assento dal regno del nulla
e mi presento al domani
in ascolto, con bagaglio di semi
per ogni futuro raccolto.


(Giuseppe Spinillo)

mercoledì 28 settembre 2011

PANTELLERIA

(PANTELLERIA)

Ti sfiori il vento, ti celebri l'altura.


Se urla, tace, torna, veloce, voce lenta,
si attacca ai piedi, vite, cappero e ulivo


e sai di terra, aggrappata al cielo.


Ti soffi l'aria sulla pelle di lava


colata, scoglio, cala, balata liscia


attenta, di mare e sponda.




La via che curva a curva ti cinge


i fianchi, ti carezzi l'onda, cuore


pescatore, animo coglitore,


di acini e sale, di uva ad appassire


d'un forte dolce, aspro e alto sapore


passito, cappero e mare, pescato da limare
carro maggiore, se conti i passi trovi la polare,


torni indietro sei orsa maggiore.




Ti sfiori il vento sulla pelle scura,


la tua valle dell'uva, il solare salare,


d'ulivo, mirto e vite. Ti rasento,


di nera dura lava ti circondo


pinna fuori dal branco ti carezzo il fianco


passito, cappero e mare, ostinata e restia
al dimenticare, appuntami nei sensi


che ti voglio amare.

(Domenica 18/09/2011 Giuseppe Spinillo)





































































venerdì 23 settembre 2011

Ci siamo, esce il nuovo capitolo della saga poetica titolata
“appunti di un viaggio”, il terzo (dopo I TEMPI DEL BRADIPO
e LA NATURA ORGANICA DEL DISSENSO).
Titola CEDA EL PASO AL PINGUINO
– collana “Poesia, Photo e Prosa” edizioni ALPESITALIA.
La PRIMA presentazione UFFICIALE avverrà nell’ambito del
Congresso di psicoterapia SIPSIC
“La psicoterapia in evoluzione”
c/o Hotel Ergife – via Aurelia 617

la presentazione sarà anche il quinto capitolo di uno spettacolo poetico canoro
che con tiziana camerani portiamo avanti da un anno, che spesso diventa anche
poetico canoro teatrale con paolo er pesce nanna
(preparatevi per venerdì 25 e sabato 26 novembre al teatro centrale preneste con lo
spettacolo sugli anno OTTANTA)

sabato 24 settembre alle ore 18.30, a seguire alla presentazione di un altro LIBRO DELLA STESSA COLLANA:
POESIA CARNALE di Matilde Savioli.

17.30-18.30 PRESENTAZIONE LIBRI
PL12. Matilde Salvioni
Poesia Carnale, Edizioni Alpesitalia
Presentazione Collana: Poesie photo e prosa, con Piero Petrini e Max Callari, Edizioni Alpesitalia
con Luisa D'alfino e proiezione di immagini di Mauro Vincenzi e di Alessandra Quaresima
18.30-19.30 PRESENTAZIONE LIBRI
PL13. Giuseppe Spinillo
"Ceda el paso al pinguino" - appunti di un viaggio (ed Alpesitalia).
Presentazione libro di poesie con spettacolo. IL CANTO di Tiziana Camerani

Il giorno precedente
VENERDì 23 SETTEMBRE IL CURATORE DELLA COLLANA ci sarà la presentazione di Piero Petrini (curatore della collana e del convegno di psicoterapia)
20.00 -21.00 PRESENTAZIONI LIBRI
PL11. Piero Petrini - Poesie
Pietre pillaccherose postume, Ed.Alpesitalia
con Massimo Popolizio, foto di Max Callari

martedì 30 agosto 2011

LA PRIMA DOMENICA DI NOVEMBRE

(La prima domenica di novembre)

Facciamolo, una volta per tutte

e facciamolo fino in fondo.
Portiamo tutte le feste alla domenica.
Tutte, nessuna esclusa.
Laiche, religiose e quanto d’altro,
cadano tutte la domenica.
Ma non la domenica, così detto per dire.
Tutte nella stessa domenica:
la prima di novembre.

Mettiamoci il natale, la pasqua, la liberazione.

Tutti i santi, i beati, i sanculotti e i prelati.
La costituzione, la redenzione, il carnevale.
L’estrema unzione, il primo bacio e l’ultimo sentore.
L’anniversario di ogni primo amore.
La festa rionale, quella del santo patrono.
Le nozze di bronzo, d’argento e quelle d’oro.
La festa del lavoro e quella del non lavoro.
San precario e tutto il mondo vario.
Del sacro e del profano, e l’epifania.
La fata del dentino, l’arcivescovo diseredato.
Il giorno della memoria e quella dello scordo.

Mettiamo ogni festa, ogni passaporto esistenziale

ogni ricordo, da festeggiare in un solo istante.
Capo d’anno esponenziale da mettere
nella prima domenica di novembre.
Sì, mettiamoci tutte le feste in sole 24 ore
e poi senza pudore facciamoci attorno
un unico ponte generale,
dal giorno dopo al giorno prima
dal punto di arrivo al punto di partenza
che ci restituisca, in un solo fiato
dal futuro al passato, tutta l’esistenza.

venerdì 26 agosto 2011

Il fiume fa un ansa ogni scelta,
il mare si arresta ogni volta che vuole capire,
il cielo è tempesta tutti i giorni in cui
rifiuta di aderire, la luna si svuota
se non ha voglia di star lì a illuminare,
le stelle in plenaria hanno l'aria di chi
non vuole più essere arte né parte
e tutta intera la natura del cosmo
fa uno sciopero chiaro e sincero,
per dire che basta, il limite è colmo,
a stare lì fermi si è complici.

Per cui in piena facoltà le chiedo
signor sole, la smetta di concederci l'estate

chiuda baracca e ci porti l'autunno
poi di colpo nel pieno della scena
prenda con se la più rossa bandiera e lotti con noi
ci aiuti col suo caldo sapore
e porti in piazza tutti quelli che
non credono più si possa mutare
che non amano uscire dalla gabbia
dell'uso quotidiano della vita
che non sanno concepire la salita
ed il sudore che serve per poterla salire.

Siamo popolo, gente, classe, comunità,
lavoratori, avvisaglia, marmaglia,improvvisatori, lottatori, scioperanti,dissacratori, innamorati, liberi, assetati.

Siamo noi il nostro ora, mai più rassegnati
smettiamola, una volta per tutte,
di essere ingannati.


6 settembre 2011 SCIOPERO GENERALE CGIL

E alla fine lo Sciopero Generale è arrivato.

Probabilmente un po’ in ritardo e, almeno per la CGIL, anche insperato, almeno nella rapidità della decisione (dopo una riunione dei segretari generali), nella durata (subito l'intera giornata) e nella data (da organizzare in poco più di dieci giorni e poi da quanto non scioperavamo in mezzo alla settimana?). Sciopero della CGIL e delle sigle extraconfederali sostenuto da Rifondazione, da SEL, dal PDCI e dall'IDV.
E anche se, come al solito, a nessuno è venuto in mente di illustrare le riflessioni, le motivazioni che hanno spinto la CGIL a cambiare posizione politica dopo una estate passata a ricucire con CISL, UIL, Confindustria e compagnia bella e a firmare accordi e piattaforme "contronatura" e a perseguire l'isolamento della FIOM, tutti lo salutiamo come il primo passo necessario. Necessario seppure non sufficiente. E seppure mi sarei aspettato una "chiamata generale" della Camusso per chiedere a tutti i funzionari sindacali il rientro anticipato dalle ferie, seppure mi sarei aspettato una mobilitazione starordinaria immediata (lo sciopero è tra soli 12 giorni con due sabati e due domeniche) che coinvolgesse e responsabilizzasse ogni singola/o iscritta/o, bisogna comunque fare ognuno di noi ogni cosa che possa aiutarne la riuscita.
Perchè questo non è uno sciopero come gli ultimi. O riesce, cioè il 6 settembre l'Italia si ferma tutta, o correremo veloci verso la barbarie (prima fermata la Grecia) . La rabbia che è montata nella gente negli ultimi mesi (contro Berlusconi e il suo Governo ma purtroppo anche contro tutta la politica, in verità contro i partiti ed i politici, e anche contro i sindacati, considerati o inutili o servi dei poteri forti) rende però possibile una adesione straordinaria che travolgerebbe CISL e UIL ed anche il PD costringendoli a gettare la maschera e a decidere chiaramente da che parte stare. Non che mi aspetti da questi soggetti decisioni illuminate, ma credo che tra gli iscritti di CISL, UIL e PD molti non si adeguerebbero a decisioni che non li rappresentano; si farebbe almeno un pò di chiarezza. E se è vero, ed ognuno di noi è termometro dei luoghi che frequenta, che tra le persone sembra maturata la convinzione che la misura è oramai colma, dobbiamo lavorare perchè lavoratrici e lavoratori iscritti a sindacati diversi da quelli che proclamano lo sciopero, le/gli elettrici/ori di quei partiti che non vi aderiranno, partecipino alle manifestazioni magari con le loro bandiere.
La mia percezione è che stavolta, molto più che nel recente passato, questo sia realmente possibile. Ma serve un lavoro capillare, serve che ognuna/o di noi "scenda in campo" si attivi sul suo posto di lavoro, nel suo quartiere, nel suo paese, nella sua famiglia per organizzare assemblee, manifesti e volantinaggi che si rivolgano esplicitamente a chi non è della CGIL o extraconfederale per spiegare che è arrivato il momento per decidere da che parte si stà. Spiegare a tutti che questo non è il momento delle differenziazioni (e lo dice chi, come me, molte differenziazioni mantiene sia sulla piattaforma CGIL sia nel percorso che ha portato alla proclamazione dello sciopero) e che invece questo è il momento della scelta di campo, dell’unità di chi si sente, magari anche con alcune differenze, dalla stessa parte.
O con chi lavora o con chi guadagna speculando in borsa; o con il popolo che lavora per vivere o con chi è ricco e vuole continuare a sfruttare il lavoro degli altri, o con chi paga le tasse e mantiene la civiltà o con gli evasori/parassiti, o con i lavoratori o con Marchionne, o per la patrimoniale o per l'aumento dell'IVA, o per l'ICI sulle attività non di culto della Chiesa o per l'aumento dell'IVA; o per un mondo più giusto o per un mondo governato dal capitale; o per uno sviluppo che conservi la Terra o per il Ponte sullo stretto, il nucleare e la guerra.
La crisi prodotta dalla finanza internazionale morde i nostri salari, divora posti di lavoro e cancella diritti e servizi. Ma lor signori pensano a gigantesche manovre finanziarie che hanno l'unico obiettivo di sistemare i loro conti. Non un accenno critico su di un sistema economico/politico, oramai mondiale, che spinge progressivamente masse di lavoratori nella povertà smantellando (dove c'erano) i sistemi di protezione sociale e divora territori e beni naturali per fare cassa. Nessuno, neanche per scherzo, prova a spiegare come questa montagna di soldi che ci toglieranno potrà essere utile alle lavoratrici ed ai lavoratori. Come questi soldi serviranno a far rientrare al lavoro dalla cassa integrazione, come si utilizzeranno per sostenere la gran parte dei salariati e consentirgli di pagare il mutuo e di vivere anche nella quarta settimana, come miglioreranno i servizi di assistenza ai malati, agli anziani, ai bambini e chi ha bisogno etc etc. Non lo dicono neanche per scherzo perchè questa gigantesca manovra non serve a questo, non si chiedono sacrifici al popolo per aiutare chi stà peggio. E purtroppo neanche le cosidette contromanovre dei partiti di opposizione hanno questi obiettivi. Questi soldi, nella versione hard di berlusconi o nella versione light di bersani, servono a "tenere sotto controllo i conti". Cioè servono al sistema per superare la crisi e tornare a fare esattamente le stesse politiche che hanno portato alla crisi. Cioè chiedono a noi di pagare il salvataggio del loro sistema che ci rende sempre più poveri, sempre più schiavi, sempre meno liberi e che arriva, per far guadagnare qualcuno di loro, a vendere l'acqua potabile, la scuola, la salute (sono arrivati pure ad obbligarci a comprare il digitale terrestre da Fratello Paolo per poter vedere la televisione). E lo fanno alla luce del sole, senza nascondersi dietro cortine fumogene. Fanno una manovra di classe come non se ne vedeva da tempo. Tolgono ai poveri per garantire il benessere dei ricchi. Il 60% delle ricchezze del nostro paese è in mano al 10% dei suoi abitanti, ed il 60% dei suoi abitanti possiede il 10 % delle ricchezze. L'evasione/elusione fiscale serve ad accumulare enormi ricchezze che diventano edifici, beni di lusso, azioni di borsa, investimenti più o meno a rischio, capitali da esportare illegalmente. Quindi i soldi ci sono (l'Italia rimane uno dei dieci paesi più ricchi del mondo) e si sà anche chi ce l'ha. Negli ultimi venti anni il 15% del PIL è passato dalle tasche dei lavoratori a quelle dei padroni e della finanza. quindi in anni difficili i poveri sono diventati di più e più poveri e i ricchi sono meno ma più ricchi.
E invece dove vanno a pescare i denari?
- Ulteriore taglio alla previdenza (si rendono conto questi criminali che l'attuale sistema previdenziale, voluto purtroppo anche dalla gran parte della CGIL e del centro sinistra, produrrà una generazione di lavoratori che il giorno stesso del pensionamento diventeranno poveri? E con il mercato del lavoro che ha di fatto eliminato il lavoro a tempo indeterminato moltissimi degli attuali 35enni non la avranno mai la pensione. Hanno scientificamente lavorato per spingerci ad una povertà di massa nel periodo, la vecchiaia, più difficile dell'esistenza. Ed oramai è scoperto anche il bluff dei fondi pensione trascinati in basso dalle difficoltà delle borse);
- Privatizzare quello che ancora non è stato privatizzato e non per “migliorare” i servizi al cittadino o per renderli meno onerosi, ma per raggiungere un doppio obiettivo: far cassa per migliorare i conti e vendere ai loro amici (o a loro stessi) per guadagnare su beni di tutti;
- Ulteriore taglio agli enti locali che dovranno di conseguenza ridurre ulteriormente i servi sociali (che hanno come scopo quello di sostenere i cittadini e specialmente quelli che hanno difficoltà) ed aumentare le tasse a quelli che le pagano (perchè è risaputo che gli evasori se ne infischiano dell'aumento di tasse che non pagano);
- e poi la faccia come il culo di ragionare intorno ad una cosa che veramente da sola dovrebbe bastare a spingerci a fare la rivoluzione: l'aumento dell'IVA. Non solo ci chiedono di sacrificarci per pagare i debiti che loro hanno contratto, non solo ci spiegano che i nostri sacrifici non servono a migliorare le nostre condizioni materiali di vita che, anzi, ci dicono che causa crisi peggioreranno, ma cercano questi soldi nella maniera più ingiusta che possa esistere. L'IVA la paghiamo tutti allo stesso modo. L'IVA è applicata a tutti i beni che si acquistano. Un chilo di pane, un litro di benzina e ogni altra cosa che conseguentemente aumenterà produrrà un prelievo aggiuntivo identico nelle tasche di un pensionato, di un disoccupato come in quelle di Marchionne o Berlusconi. Solo che mille euro/anno in meno per un pensionato o un dipendente da 1200 euro/mese non pesano come le mille euro tolte dalle tasche di Agnelli.
E ognuna/o di noi potrebbe spiegare, certo meglio di come ho provato a fare sopra, altre mille cose che tratteggiano la feroce lotta di classe che da anni si stà combattendo nel nostro Paese come in tutti gli altri Paesi occidentali e che oggi diventa solo più visibile (prima sembrava che solo la sinistra ormai extraparlamentare e la FIOM vedessero cosa stava accadendo) più feroce ed aggressiva. Lotta di classe e quindi di cultura. Tagli alla ricerca pubblica, alla scuola, alle arti insomma a tutto quello che "non si mangia" che non serve a produrre sfruttamento e quindi denaro. Anche nel resto del mondo si muovono altre, seppur diverse tra loro, moltitudini che reclamano il diritto a decidere come vivere, dall’America Latina al Maghreb, da Londra a Parigi, in Palestina ed in Israele. Alcuni sanno bene quello che vogliono altri sanno solo che non vogliono più vivere senza un futuro.
E allora, seppure siamo stanchi e molto delusi, il momento è adesso. Ora abbiamo la necessità e la possibilità di far rinascere la speranza di un cambiamento vero; ora sembrano esserci segnali di una voglia diffusa di ribellarsi, di farla finita. Ma serve un lavoro capillare, serve che ognuna/o di noi "scenda in campo" si attivi sul suo posto di lavoro per organizzare assemblee, manifesti volantinaggi che si rivolgano esplicitamente a chi non è della CGIL o extraconfederale per spiegare che non si sciopera per la CGIL o gli altri sindacati, ma si sciopera per dichiarare da che parte si sta e per percepire e far percepire la forza dello stare insieme.
Ecco, stare insieme, lavorare insieme, ricostruire comunità smantellate; ed allargarle. Mantenendo le differenze certo, ma stando insieme, tra noi e con gli altri come noi, per difenderci dai nostri avversari e finalmente vincere. Le preoccupate reazioni alla proclamazione dello sciopero, anche dalle parti che dovrebbero esserci amiche, ci dicono che qualcuno di lor signori avverte il pericolo. Perchè possiamo farcela. I nostri avversari sanno bene chi siamo e chi potremmo tornare ad essere.
Ora tocca a me, a te, a noi tutti. Gli altri ora c’entrano poco, le odiose burocrazie sindacali e quelle di partito; ora tocca a me fare quello che posso sperando che anche tanti altri facciano lo stesso.

Ferruccio Nobili



lunedì 22 agosto 2011

Gioca coi santi e lascia stare i fanti

Appeso a quel che resta del resto
della notte. Portami via dal sommario,
sommesso brusio degli assenti
da quella fila di numeri soppressi.
25, 1 e poi 2, libero e laico
terno secco del vissuto resistente.
Liberazione, Lavoro e Costituzione
che mi sento di morir. Come se
storia, identità e memoria
possano essere immaginarie
caselle di una tombola irrisoria
su cui poggiare i fagioli del nostro ora.
A misurare la distanza tra i toni di un’alba
i contorni sfumati dei tramonti.
Clessidre da girare per decreto reale
onnipotenza del faraone, da far convergere
in unico corpo di significato tra
il museo del non ancora e quello del mai più.
Con un audace colpo di coda estivo.
Mausoleo del né carne né pesce
né buono né cattivo, astemio per ignoranza
vegetariano per parca moderazione.
E ci resterà accanto solo l’inginocchiatoio
collettivo del santo patrono e del vescovo
tentacolare. E facciamoci su un ponte
che in un colpo solo li congiunga
quel 25 aprile al primo maggio, e via di corsa
al due di giugno, laicamente protesi alla vita
spudoratamente festeggianti,
riappropriamoci dei fanti e
senza pudore giochiamoci tutti i santi.

venerdì 12 agosto 2011

HO UN SOGNO!

Manovra poetica bis di quasi ferragosto.

Ho un sogno, un luogo, una strada,
una piazza, angolo di città
luogo idoneo a piantare un’idea
giusta dose di astio, dolcezza e rebeldia
da annaffiare ogni giorno, ogni istante
fino a cambiare il non luogo del resto del mondo
ché non sappia di muffa stantia,
di cieca, passiva rassegnazione.

Ho un sogno, un luogo idoneo ad un sogno
un luogo dove costruire un incontro permanente,
una piazza fatta di carne e natura
di parole, di tante persone a presidio
coinvolgendo di vicino in vicino,
di sindacato in disoccupato
di arrabbiato in partito, in ritornato,
d’indignato in innamorato, appena sfiorato.

Ho un sogno, un luogo in cui le persone
anime scondite, da insaporire di vita
diventino di più, e più umane
e quella piazza, quella strada, quell’angolo di città
possano essere indizio di un nuovo illimitato inizio,
di un fiume in cui lenti affluenti rendano reale
quella leggerezza che ci spetta.

Risposta collettiva al treno che deraglia
per decreto, asino che raglia,
e taglia la testa, la festa, il sogno
nel sacro nome del mercato padrone,
pretesa ragione del capitale.

Un’unica soluzione, per “l’io sono”
di tutte le generazioni, le molteplici nature,
perché smetta una volta per tutte
quell’insana propensione al sopravvivere
e da questa piazza, questa strada, quest’angolo di città ….

Ma è quasi ferragosto, potrei drogarmi d’estate
e smettere per sempre di pensare.
Invece no, vi chiedo, ve lo sussurro appena
AIUTATEMI A SOGNARE!

mercoledì 10 agosto 2011




A volte bisogna pur dire
alla vita di volerla vivere.


Nell’invitarti di voler dire alla vita di volerla vivere vi mando anche un compito.
Di quelli che una volta si davano per l’Estate. Da riportare a casa dalle vacanze.
Con Paolo er Pesce Nanna e Tiziana Camerani stiamo preparando uno spettacolo
teatrale poetico musicale. Si tratta di uno spettacolo di Paolo a cui diamo un contributo
io e Tiziana, e mi piacerebbe coinvolgere in modo aperto a questa parte creativa
chi ne abbia voglia. Come? In modo semplice. Vi spiego.
In questo spettacolo Paolo fa la voce narrante che narrando la sua esperienza
di vita negli anni ottanta ci porta in quegli anni. Tiziana fa invece la voce cantante.
E ci ricama la colonna sonora degli anni ottanta. Io invece faccio la voce poetante.
Faccio il rompiscatole, quello che dice peste e corna. E nel farlo mi accompagno
con una cronologia degli anni ottanta.

La richiesta che faccio è quella di darmi una mano a scovare le date essenziali di quegli anni.
Mi mandate eventi noti e meno noti di quegli anni? Essenziali.
Data ed evento. In modo da costruire assieme quella cronologia?

(scrivete a giuspin61@libero.it)

Pensateci e sappiate che la cosa rimane aperta fino ad inizio settembre, ma se vi vengono idee mandate
Pure che la cronologia potrà essere sempre integrata ANCHE IN TEMPO REALE.

Pertanto:

BUON FERRAGOSTO A TUTTI !!!!
E RICORDIAMOLO SEMPRE
NON PERDIAMOCI DI VISTA
GIUSEPPE SPINILLO

martedì 26 luglio 2011

Buona Estate a Tutti !!!!

21 settembre 2011





Estate torna a darmi
il tuo contorno verace
la tua persistenza audace
il colore che si sente sulla pelle
quando si ha il coraggio
di dire "sono"
e la forza di suggerire
guardami negli occhi
che solo i tocchi della vita
sanno cospargere l'adesso
del pretesto mai tardivo
di essere NOI questa corsa
quell'orsa maggiore
in cui sapersi perdere.

A volte bisogna pur dire
alla vita di volerla vivere.



Ceda el paso al pinguino
tante anime un’anima
tanti cuori un battito
tante razze una razza

ceda el paso al pinguino
resta fermo
muove e gira la testa
un fiato e s’arresta

con lo sguardo, la conta dei passi
ti misura la distanza ed il tempo
lungo il camminamento

ceda el paso al pinguino
se lo vedi passare
delicato pudore
di chi contro altro passo
con un giro di danza
ci corteggia l’amore

e tu non fuggire
non andare lontano
non restare vicino

ceda el paso al pinguino.

venerdì 22 luglio 2011

23 Luglio 2011 a Bassano in Teverina

Per chi si volesse concedere una GITA FUORI PORTA:

Comune di Bassano in Teverina - Associazione Stelle Cadenti, Artisti per la Pace
fiera della piccola editoria ed autoproduzioni librarie a Bassano in Teverina
DAL 22 AL 24 DI LUGLIO

Ø Sabato 23 luglio: apertura dei banchi alle ore 10, 30 – alle 22dedicato ai diritti umani, e alle donne nel mondo:– dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 16,30 laboratorio con i bambini“UN LIBRO X GIOCO – IL LIBRO ME LO FACCIO IO!”dalle 16,30 presentazione libri: passeggiata tra i banchi –ore 17 “Il ragazzo sotto l'ombrello” di Annamaria Ciampaglia, edizioni Stelle Cadenti –ore 18 "Nicaragua. Noi donne le invisibili" edito dall'associazione Italia Nicaragua di Viterbo

– alle 19, nella Piazza della Scacchiera
-“Appunti di un viaggio” con
Il canto di Tiziana Cameranie
la poesia di Giuseppe Spinillo

-assaggi di libri- letture ed intermezzi musicali

INDICAZIONI
“da Roma con l'autosole in direzione nord, uscita ad Orte, quindi la superstrada in direzione Viterbo,alla prima uscita (Orte - Bassano in Teverina) prendi per Bassano un po' di curve, e poi si arriva in paese,conviene entrare dalla seconda via, un lungo viale, e scendere sino in fondo nella piazza in cui si può parcheggiare.Se ti perdi, puoi chiedere della Chiesa dei Lumi, una antica chiesetta che si trova proprio all'inizio del borgo,e della Piazza Finzi, che in realtà è il cortile del castello cui si accede dal ponte in fianco alla torre, noi siamo lì i, e ci saranno indicazioni …….”

Meditazioni estive

IL MARE















LO YOGA







venerdì 1 luglio 2011

vittoria






Il primo Sì ci sfiora sulla pelle.
Secondo Sì ci apre al calore.
Il terzo Sì, caldo, ci scalda il cuore.
Il quarto è un fuoco che
ci scompiglia l’anima.

Ci avevi detto NO, notte balorda
ci avevi detto forse, albeggiando
ci avevi detto il dove, anche il quando
poi allo sfociar del sole
ancora in mezzo al dubbio, ci hai lasciati

attendendo lo strapotere dei maghi
della parola, del tacito consenso
come se quel dannato d’un tramonto
non potesse mutare
e fosse No la sillaba perfetta.

Invece Sì, a mucchi, strati, coltri
le frasi sopra al cuore
la sindrome del rancore che si muta
in languore d’abbracci
lenti come quel senso di vittoria
che non sapevamo più di possedere.

Come dal limbo spento nasca un fiore
come se dalla barca di Caronte
sbocciasse la fonte del piacere
del nostro folle, insano e sacro gesto
che ci renda la misura del non visto

del non sperato, del corredo che da sempre
abbiamo dentro, e finalmente
ci apparecchia al mondo

e finalmente ci sparecchia al cielo
dal velo di rassegnato moto perenne
che pensavamo fosse la realtà.

Riprendiamoci tutto, la notte
il filo d’aria, anche il destino
la luna, il senno, il senso e la misura

che non debba finire sul più bello
che non ci si svegli in mezzo al guado
che non ci venga mai a mancare il fiato.

Che non sia un POI, quel che abbiamo dentro
ma un grande ORA, fatto d’aria pura
di frasi a getto, di ridere alla sorte
di stridere al suono di cannoni
che ci sparano addosso, quasi a salve.

E salve a tutti allora
mordiamolo maturo il dolce frutto
e da questo gesto, momento
si ricominci il tutto.