venerdì 29 agosto 2008

Tierra adentro



Dove l'incontro ti incontra
e si incontra, ed hai un nome
sempre in punta di lingua

sulle labbra, nel convergere
attento sopra un testo già scritto
o da incidere a strati

con un sorso più caldo
da tenerlo da conto
verso altri momenti

fiati lenti, circolari
attenzioni, mentre fuori
si fa pioggia e poi sole

insorgente, caldo a rate
e nel silenzio di chi sta
ad ascoltare

da buona ruffiana o comare
ti apparecchia al dissenso
ti riscalda all'amore.

Tierra adentro, l'indirizzo lo sai
e ci vai, se vuoi coniugare
le voci scostanti del
verbo incontrare.

giovedì 28 agosto 2008

Boca del Cielo

E poi il mio mare
con tutte le sue rime
danze di onde
assonanze profonde
fiati di vento
sentimento lento
ed io per te invento
quei passi che tu
non mi chiedi,
ma vuoi.




In quei lenti adagi di
terra stretta, laguna
e riflesso da un lato

onda lenta e riflusso
di onde, oltre modo

lingua lunga che lecca
col sole altro sole
con la sabbia altra sabbia
col sale altro sale

e resta ferma la vita
le dita tracciano segni
come appunti fatti
di prima mattina,
di aria e di acqua marina.

mercoledì 27 agosto 2008

Palestina in versi : Mahmud Darwish






ROMA VIA SABELLI 167 SAN LORENZO
GIOVEDì 28 AGOSTO ORE 21.30


martedì 26 agosto 2008

Astemio



Ubriaco senza averti bevuto
alzo il calice vuoto
e saluto

lunedì 25 agosto 2008

vocazione alla notte


Vocazione alla notte
un'invocazione
ha risorse infinite
questo stuolo di
stelle nel cielo

resto appeso allo stelo
fermo immagine estremo.

e questa poesia che sono stato felice di trovare
inserita sul blog di Marco Brancia

http://nonavevoleparole.blogspot.com/


NOTTE DI INGANNI SVELATI


Questa notte di inganni svelati
me la porto sul petto, fa sentire
importante il tramonto per averla iniziata
mentre l'alba sgomenta e distratta
non voleva venire.
Sono angoli che colorano sfondi
e non fanno confine, sono tratti
di umori diversi che si sanno riunire,
e tasselli di frasi e memorie
dipinte con stile.
Lo stile di chi ha modo e maniera
e non si vuole scordare,
che se la vita è possibile un giorno
indietro non si può più tornare.


che dava seguito alla precedente

NOTTE DI INGANNI

La sento che respira
forte sul mio collo

mi slega e lega al buio
impedisce il sonno

con morsi o con carezze
mi accorda ai suoi non sensi

mi resta dentro a strati
questa notte d'inganni

venerdì 22 agosto 2008

Doppia storia di una poesia.

Durante il viaggio in Chiapas mi è capitato di partecipare ad una festa.
Nel caracol di Morelia, come in tutti e 5 gli altri caracol (che poi sarebbero in un certo senso le regioni zapatiste) si festeggiava il terzo anniversario della fondazione di queste strutture amministrative.
3 giorni di festa tra il 7 ed il 9 agosto.
In queste giornate, come carovana internazionale, abbiamo organizzato uno spettacolino ed in questo spettacolino abbiamo inserito un paio di poesie.
Una spettava a me.
Mi è venuto di leggere un testo che avevo scritto al ritorno dalla Palestina, e chiaramente per leggerlo in terra messicana andava tradotto in spagnolo.
Mi hanno coadiuvato in questo lavoro Raul (spagnolo di Madrid con conoscenze linquistiche italiane) e Karla (messicana di Città del Messico).
E' stato bello ed emozionante.
Ecco il risultato con la doppia versione italiana e spagnola del testo.




"Piccole gocce"

Siamo vicini come piccole gocce d'acqua in un catino,
siamo la voce di un bambino che
ripete per mille volte la stessa parola, e
che allo sguardo indispettito dell'adulto
risponde con un sorriso, siamo il viso
di una vecchia in un villaggio che ci rinfresca con
l'acqua di un secchio, siamo una tavola
imbandita di mosche ed amore,
siamo il coraggio di vivere che non muore,
siamo una voce stentata che racconta e
non smette di narrare, siamo piccole gocce
d'acqua dolce che non si disperdono nel mare,
siamo il coraggio di amare,
barche controvento, lo spavento rientrato nel porto,
un viso rugoso ma aperto, un check point abbandonato,
uno sguardo vissuto, siamo un coro di voci di bimbi,
e bella ciao, e partigiano portami via,
siamo gocce d'acqua fresca su labbra assetate,
siamo le risposte non date che cercano la giusta domanda,
siamo un io ed un te, siamo un noi,
siamo quel bacio che ha
finalmente trovato la strada

siamo piccole gocce d'acqua in un catino,
siamo quella sete finalmente dissetata,
siamo una notte che piano diventa mattino.




"Pequenas gotas"

Estomos ton cerca como pequenas gotas de agua en un cantaro,
somos la voz de un niño que repite mil veccos la misma palabra
y a la mirada molesta del adulto responde con una sonrisa
somos el rostro de un'anciana de un pueblo ques
nos refresca con el agua de una vasija
somos una mesa invalida de moscos y amor
somos el coraje de vivir que no muere
somos una voz cansada que cuenta y no para de narrar
somos pequeñas gotas de agua dulce que no
se disperden en el mar
somos el coraje de aimar, barcos controvento,
el miedo regresado al puerto, un rostro arrugado pero abierto,
un reten abandonato, una mirada vivida
somos un coro de voces de niños
y bella ciao, y partigiano portami via
somos gotas de agua sobra labios sedientas
somos la respuesta no data che busca la pregunta correcta
somos un y, un tu, somos nosotros
somos el beso que finalmente ha encontrado su camino

somos pequeñas gotas de agua en un cantaro
somos aquellas sed finalmente saciada
somos la noche que, lentamente, se convierte en dia.



(nota: nella mia ritrascrizione in spagnolo ci sono probabili errori
e non trovando la n cedigliata mi sono limitato a mettere n ovunque:
es nino che non è nino ma nigno in lettura)

martedì 19 agosto 2008

Ciao Daniela


Un saluto a Daniela
che non c'è più.
Ieri salutata spero che
tu sia più felice
ovunque tu ti trovi in questo momento
di ovunque in questa vita
ti sia capitato di vivere
e di viverti.
Ma ovunque tu ti trovi
a riviverti ed a rivivere
sappi che hai lasciato
tracce nei cuori di chi
ti ha conosciuto.
Ti abbraccio forte
sapendo che il mio abbraccio
non è il solo che ti sta giungendo
per vie, strade e percorsi
che non ci è dato sapere.
Giuseppe

domenica 17 agosto 2008

(Città del Messico, 16/08/2008. Tracce in versi di una Caravona Solidale:los Zapatistas no estan solos)




Dignitá rebelde, nostra voce
cuore dimenticato, vita vissuta
comida condivisa,
é il camino por donde vamos.

E si chiama Chiapas
questo volo orizzontale
in cui non resta altra scelta
se non quella di lasciarsi portare
di essere liberi per tutto l'intero cammino.

E siamo liberi solo se liberi lottiamo
se amiamo liberi, se scordiamo
chi siamo stati e chi siamo.

Lingue diverse, diverso parlare
che misurano il metro dello
stesso padrone.

Trabajamos unidos e siamo liberi
solo se liberi amiamo, se liberi
tra liberi, amanti riamati
cuori sbandati mai allo sbando.

Come sporgersi alle zanzare
senso ritrovato del canto
lacrime e fiele.

E siamo liberi nell'attimo
in cui partiamo, nell'attimo stesso
in cui ci lasciamo partire,
Carovana di emozioni a salire,
è il camino por donde vamos.

Tra giaguaro, serpente piumato,
e l'oligarchia del denaro.

E siamo libere lingue, liberi occhi
che si sanno guardare, libere bocche
che si sanno parlare e tacere,
e stringere forte fino a fermare
il respiro per poi farlo volare,
Carovana di emozioni a scalare.

Che si chiami potere globale,
logica del capitale,
sindrome opaca da multinazionale.

Un silenzio che non fa parlare,
compañera non tiene le lacrime al cuore,
é il cammino del Chiapas,
é il camino por donde vamos.

E non si è soli, no estan solos
liberi amiamo, se liberi lottiamo
e sappiamo liberi scegliere
una volta per tutte
gli occhi giusti in cui
specchiare chi siamo
siamo stati e saremo.

lunedì 11 agosto 2008

(Moyes y Gandhi - territorio del municipio autonomo en rebeldia Ernesto Cheguevara)


Farfalle gialle, mariposas amarillos
tra fango, fiore, erba, ombra e cielo
tracce di tanto quanto e di otra vida
tracce di un cuore, tracce di un mondo
che se anche ferito non scompare.

martedì 22 luglio 2008

altro dal 17 luglio - in tacito silente



Silente sto,
a cavallo di un soffio
a lenta luna, in sella
alla fortuna che mi culla.

Silente sto,
tra la scia di una lucciola
il ragno che ci tesse
le curve di una esse
e dei tuoi fianchi, per
tutti quei mi manchi
a bocca chiusa,
silente sto.





Piuma che sogna il volo
volo sul punto di salpare
tra cielo e mare

morbida di certo
e la prova sta
nei miei sogni che
non posso svelare

ma che, giuro, vale
la pena di sognare.


lunedì 21 luglio 2008

17 LUGLIO 2008 ------- IMAGO



Grazie a Pasquale Martino
in arte Pasquino
abbiamo la possibilità di vedere altre imagini
della serata di poesia
del 17 Luglio.



E finalmente la famosa performance di Fabio Feliziani



E con Mara come la mettiamo?

venerdì 18 luglio 2008

17 LUGLIO 2008 ------- GRAZIE A TUTTI



Grazie a tutti
è stata una bella serata di poesia notturna
scorsa nel modo giusto e con la giusta atmosfera,
tanti tasselli poetici per formare il mosaico serata
tante piccole notti per fare una notte unica
e via, giù di metafora fino ad un'alba metaforica.

In realtà non abbiamo fatto tardissimo e tanti siamo rimasti
a commentare, parlare, dire, esprimere altro ed altro ancora.

Questa nostra esperienza di luglio non resterà unica
ma avrà seguiti e trascinamenti vari.

A presto
Giuseppe
Verso Libero



Questa notte di inganni svelati
me la porto sul petto, fa sentire
importante il tramonto per averla iniziata
mentre l’alba sgomenta e distratta
non voleva venire.

Sono angoli che colorano sfondi
e non fanno confine, sono tratti
di umori diversi che si sanno riunire,
e tasselli di frasi e memorie
dipinte con stile.

Lo stile di chi ha modo e maniera
e non si vuole scordare,
che se la vita è possibile un giorno
indietro non si può più tornare.


mercoledì 16 luglio 2008

La sincerità del ladro

Ma che strano scherzo di labbra e parole
e se ti rubano un bacio
ti ritrovi con un bacio in più

e se ti danno tutto l'amore
ti ritrovi con una vita in meno

(il ladro a volte è più sincero)


lunedì 14 luglio 2008

Trilogia in versi e segnali


(ringrazio per le foto amazzoniche
Silvana Campanini, viaggiatrice,
poetessa, sindacalista, lettrice,
e fotografa di emozioni)




Frutti maturi, acerbi
frutti coi vermi
frutti da cogliere
sui rami più alti,
difficile poterli vedere
frutti che ti cadono addosso
e li devi soltanto gustare

e come chi guarda
la luna, sto, sotto
l'albero dei limoni
in ascolto di suoni
e segnali.


**********

Vale un saluto
due parole
un respiro
due silenzi
un'attesa
tre sorrisi
un come stai
due anch'io
certi vorrei

ho capito, lo so
sei come sei
per sei trentasei
quasi che semmai

poi parole sparse
tra un a presto
e certo lo sai

infine un vuoto
che colma,
che so e che sai
tra un addio
ed un a poi.

*********

Scalda l'aria stanca
un tango, un tanga,
un'anca lenta

Suda nuda in bermuda
la mia arsura, divisa
tra un attimo ed
il tuo corpo morbido.

venerdì 11 luglio 2008

Piazza Navona ed il solito Caimano di passaggio

Tra Piazza ......

E che sia festa
l'istante rebelde
il verbo che offende
comune senso del pudore
e delicata morale
delle puttane ad ore
di regime.

Ma che sia festa
la comunanza di intenti
anche volgari
mai più latenti
la ressa dei sensi

quelle voglie indecenti
anche ingombranti
mai soccombenti
mai dissolventi
mai più latitanti.

Ma che sia una festa
per mettere assieme
la cesta, le ceste
di questo ingombrante
presente.




....e Tango!!!


Ed il tuo tango
metafora infinita
da ballare svestita

per farti trascinare
nell'oltre dei tuoi oltre
dove nulla si nega

ed il quelle ore
senza starci a pensare
stracci tutti i legacci
col pudore

***
Delle tue dita
non posso farne
a meno

della tua anima
fra le dita
non potrò mai
fare a meno

fare a meno di
come mi sento
negli oltre
e nei poi

che non posso
e tu puoi
****

e dissolvo
sognando
fili di nebbia
linee di te
morbidi vorrei
che io non dico
e tu sai

mercoledì 9 luglio 2008

Piano e piani



E poi vennero angoli e curve
a mutare e smussare
ciò che rette e segmenti
avevano reso al quotidiano

e poi suoni di piano
a dargli altro tono.



martedì 8 luglio 2008

L'impronta Rom


Sono imprigionato e schedato
sfrontato e mai domo
ancorato al futuro

trapiantato, potato e stappato
come in feste notturne
in gerle di grano maturo

strappato per quel caldo pane
che offro con dita inchiostrate
a te zingaro, nomade, rom
rumeno, bambino, tzigano

antico violino in scadenza
stuprato oltre ogni decenza.

venerdì 4 luglio 2008

Nettare e Miele




Ti abbraccio che è sera
e poi quasi notte ed
il calore che ho dentro
non sa più svanire.

Ti abbraccio più forte
per via che quel fiore
voglio piano odorare
e sfiorare, nettare e miele.

giovedì 3 luglio 2008

E-mail di resoconto al rientro dal viaggio in terra di palestina





Ciao a tutti, questa mattina dopo una nottata nel treno Milano- Roma sono ritornato a casa. Con tante immagini visi pensieri idee e comprensione in più, tante ma difficili da esprimere in questo momento anche per via che non sono lucido commentatore a sangue freddo figuriamoci a sangue caldo.
Ho negli occhi luoghi e muri strade e check point, persone in fila paziente e soldati armati con fucili puntati ad altezza d'uomo e colpo in canna.
Sorrisetti d'occasione ed ampi sorrisi disponibili.Tutto negli occhi.Strade “preferenziali” ed orrori di abitati "insediati" sulle colline davanti a paesi e minareti. Muri che proseguono e circondano persone e vite ed esistenze e possibilità di vivere esistenze. Gabbie e prigioni, laboratori di odio li ha chiamati una ragazza palestinese. Persone che vogliono dire una parola o che in serate particolari ti raccontano la loro vita nuda e senza altro se non il proprio dramma interiore.
Esistenze strappate e chiuse, ma tenaci e pazienti nel resistere, nel non lasciare il loro luogo o nel volerci ritornare conservando chiavi e sogni e speranze.
Una lenta resistenza quotidiana condivisa da gruppetti di volontari che vivono loro fianco a fianco, vivendo la loro vita, i loro sogni e le loro speranze. Villaggi che non si arrendono e campi profughi che non si rassegnano.
Vedere poi i bambini danzare le danze del loro sogno e di una possibile vita diversa fa sperare. Li abbiamo visti in un campo profughi ed in una festa in un villaggio. Passione e vita e speranza, sempre queste parole tengono viva la strada e la rendono praticabile a chi la vuole percorrere fino in fondo con la stessa passione e la condivisione e l'amore senza cui non ha senso neppure entrarci su quella strada.
Disordinato lo so ma sono questo e per avere un qualcosa di organico dovrete attendere il momento dell'ordine razionale dopo il disordine delle passioni e del cuore aperto.
Progetti di ogni tipo si muovono su quel terreno, non tutto risulta chiaro e condivisibile fino in fondo, ognuno ha il suo tono interiore ed il proprio modo, ma se a volte è brutta cosa altre è cosa umana, e bisogna crescere in questo meccanismo di intreccio fra egoismi e solidarietà.La linea di confine non la so.
So che di linee di confine ce ne sono una barca in terra di Palestina. Percorsi, muri, particolarismi, strade preferenziali, interessi personali, oppressi ed oppressori. Ma attenzione ad omettere la messa a fuoco delle sfumature. In questo viaggio è emersa anche un'anima israeliana che va amata con la stessa energia. Un'anima pacifista e giusta, la vera “strada dei giusti” forse passa in quella zona di Israele. Ta'ayiusc: si chiama così l'associazione israeliana che si batte assieme a chi subisce le ingiustizie dalla parte degli oppressi.
Ho negli occhi una giornata trascorsa per un approvvigionamento idrico di un villaggio palestinese, sovrastato come spesso accade da un insediamento di coloni. Un pozzo da riempire di acqua con il timore che i coloni vengano giù ad impedirlo per togliere anche il diritto all'acqua. Si è andati noi, gruppetto di italiani sparsi fra varie regioni ma con una ragione unica (perdonatemi questo elementare gioco di parole), loro ,i pacifisti israeliani, e soprattutto gli abitanti del villaggio con le loro semplici tende(le case sono state già demolite dai coloni), le loro pecore (spesso uccise dai coloni), la loro ospitalità (che nessuno è ancora riuscito a strappargli dal cuore)……

mercoledì 2 luglio 2008

Alla vita


(Perito Moreno, un ghiacciaio che sta morendo)






Sei inno e passione
il sole e la luna
la brina che bagna
di prima mattina
il corpo che urla
e che suda
che ama sudando
che urla tacendo

Tenerezza e stranezze
che ho dentro
brezze di luna e
sole che s'alza
è tutta per te
questa danza.

mercoledì 25 giugno 2008

24 giugno 2008










Ringraziamento particolare per
le ambientazioni fotografiche
a Fabio Feliziani che continuo impunemente ad
utilizzare sulle pagine di questo blog.
Grazie
Giuseppe Spinillo

Corta la Notte


Tenue il me stesso che
non si sa più dire, e
non sono sicuro di sapere.

Sarai tu a scrivere
musica, testo e
pretesto iniziale.

Ti spetta dare la rotta
per il navigare, in un adagio,
in cui la notte
saprà essermi più
corta di un bacio.

martedì 24 giugno 2008

Alla Palestina 2


Deisheh è un campo rifugiati vicino Betlemme
(non ricordo la giusta dizione)
IBDAA è una compagnia di giovani danzatori
composta di ragazze e
ragazzi di questo campo



Deisheh

Laboratori di odio,
prigioni a cielo aperto
e prigionieri a misurare il recinto
cantando una canzone popolare

per dare voce a chi ha soltanto
una gran voglia di voltarsi e continuare

una gran voglia che scalda

Intanto Ballando i Danzatori Attendono l’Alba.



Susya è un piccolo villaggio palestinese che vive sotto
l'assedio di un insediamento di coloni israeliani
con un gruppo di pacifisti israeliani ho partecipato
assieme al gruppo di pacifisti italiani con cui sono
andato in Palestina ad un approvvigionamento di acqua


Susya

Palestinesi, Israeliani e resto del mondo
hanno visto specchiato in un pozzo
il loro destino

e tra tende, cisterne e the caldo
come fosse un gran patto
hanno preso del semplice cibo
da un unico piatto.

venerdì 20 giugno 2008

Alla Palestina





Ed io ti cerco
in una fila senza fine
ad un posto di blocco
e non ti riconosco

ti cerco fra le righe
di un quotidiano che
non ti vuole nominare

ti cerco sulle scritte
di un muro che somiglia
a tutti i muri di sempre

ti cerco fra le foto
che ho scattato e
mai sviluppato

ti cerco nei gesti che
avrei voluto fare
ma non ho fatto

ti cerco a Sabra e Chatila,
e non so più scrivere i posti
che t’hanno vista morire

morire mille volte
ogni volta con nome diverso
ma sempre con lo stesso volto
che io non so riconoscere, ricordare

ti cerco fra le parole
che stavo per dire ma
non ho detto, fra tutti
i verbi all'infinito
che non ho saputo coniugare

ti cerco sul Ponte di Allemby
o su altri mille lembi
di terra mobile o ferma
ti cerco profanata e
stuprata da mani di
soldati o coloni o insediati

ti cerco liberata e bella
e sensuale e viva
come le onde del mare

ti cerco nei miei giorni a venire
e ti cerco negli spari di
cui ho sentito solo l'eco

ti cerco e non ti riconosco
ho scordato il tuo viso
ho scordato il tuo sorriso

il sorriso di tutti quelli che
non sono come me
il sorriso di tutti quelli che
in un qualche posto
dove io passo e non mi fermano
stanno fermi e non possono passare

il sorriso di chi vede il mare
ma non lo può navigare.

giovedì 19 giugno 2008

17 LUGLIO 2008 ------- PASSA PAROLA

IL LUOGO
LIBRERIA RINASCITA GORDIANI
viale Agosta 46 - ROMA


il giorno
GIOVEDì 17 LUGLIO 2008

l'ora 21.00/21.30 IN AVANTI

il genere
SERATA DI POESIA

i connessi
ANGOLO BAR E LIBRERIA SERALE A DISPOSIZIONE


gli annessi


NOI

il tema
NOTTURNO IN VERSI
VERSI NOTTURNI


le variazioni sul tema

INFINITE


l'invito
PARTECIPATE

l'auspicio

UNA BELLA SERARATA ASSIEME

LA RICHIESTA FINALE

AVVIAMO UN PASSA PAROLA
DA QUI AL 17 LUGLIO

GRAZIE A TUTTI
GIUSEPPE

Lista incompleta

Aspetto un tamburo
che dia il tempo di un'intesa

Un violino che traversi
le mie corde con dita
che arpeggino
una pizzica notturna

Mi manchi il fiato
per averti
troppo attesa

Lista incompleta

mercoledì 18 giugno 2008

il bacio di un poeta




I poeti baciano a volte con le parole
scelgono il posto, l'angolo della vita,
le ore a disposizione
i sogni aperti e quelli socchiusi
in modo da potersi spiare
scelgono il numero dei baci
le non regole, le non aspettative
le lampade godive, per potersi illuminare
ed è un baciare disorganizzato
scomposto, disorganico, non istituzionale

perché quando i poeti baciano con le parole
baciano in tanti, baciano con tanti
baciano in contanti, baciano contenti
ed indossano vestiti di carta
per poterseli strappare coi denti

perchè si sa che quando
i poeti baciano con le parole
non si può dissentire, entrare nel mondo
dei forse, dei no, dei non so,
dei conosciamoci meglio
dei non è carino, non è corretto

quando i poeti baciano con le parole
l'unica regola che si danno è quella
del poco affanno, del troppo poco
poi di colpo i poeti smettono di parlare
escono dal tiepido torpore del foglio
e scoprono l'odore, scoprono il sapore

ed allora i poeti baciano
decisamente, e senza le parole.

martedì 17 giugno 2008

Cura e orecchio



Il mio peso in parole
sfiora il tuo

Disponi soggetto
gesto in verbo
complemento oggetto
compiere imperfetto

Scrivi tu il testo
sul mio foglio
voglio farmi stupire
esserti cura e orecchio

Violino e resti







Sai che non mi so
allontanare, non
mi so avvicinare

elastico e parole
tutto torna e
mi manca il vento tuo
fatto di un innato
lume scuro
color notte

violino e resti
scomposti di
un vorrei

giovedì 12 giugno 2008

12 giugno 2008

Giovedì 12 Giugno 2008 dalle ore 21.30 (circa)


alla Locanda Hermann - via dei Sabelli, 167
(quartiere San Lorenzo.....Roma)

leggono i loro testi poetici
Claudia Dell’Era e
Giuseppe Spinillo

mercoledì 11 giugno 2008

Il mio oltre



Nuda vertigine
sai meglio di tutti
il come

Sai meglio di tutti
il cosa

Sai di me e
sai tutti i rumori
che conosco

La mia bava di fiato
è tutta tua
e tutto per te
stendo il mio oltre.

lunedì 9 giugno 2008

Verso il Chiapas



Caminar Preguntando

Notte d'inganni

La sento che respira
forte sul mio collo

mi slega e lega al buio
impedisce il sonno

con morsi o con carezze
mi accorda ai suoi non sensi

mi resta dentro a strati
questa notte d'inganni

giovedì 5 giugno 2008

Contadini del mare








Prendi il destino
prendilo all’imbrunire,
o fallo che è notte fonda,
guardalo da una sponda,

non pescatrice ma
contadina del mare
che getta i semi tra l'onde,
e poi non si confonde,

ma aspetta sempre
l’istante in cui
il tempo è maturo,
e l’attimo nasce da solo,

con fremito che
taglia il cielo,
le foglie, il cuore,
e tu, non lo trattenere.

Non trattenerlo adesso,
non ingabbiarlo
in un tono intermedio,
in quel tedio senza confini.
Tu lo conosci bene,
lo hai accudito nei sogni
che facevi da bimba,
che, col tempo, si sono
mutati in rabbia,

in vento che porta
sabbia, sabbia che
taglia la pelle,
taglia e lascia ferite.

Ma tu che coltivi
il fiore, quel fiore
che mette tanto
a sbocciare, ma poi
non sa più morire.

Tu che coltivi il fiore
e gli hai messo per nome
quel nome che porti dentro,

mentre io ne ho trovato
un altro, che è fatto
su mia misura.

E noi li serbiamo spesso
per quando la strada è dura,
perché è nostra natura
coltivare
le aiuole che porta
il mare, in tutto
quel suo fluttuare,

che in pochi sanno vedere
perché durano solo
il battito d’un istante,

e dopo, non c’è più niente.