martedì 22 luglio 2008

altro dal 17 luglio - in tacito silente



Silente sto,
a cavallo di un soffio
a lenta luna, in sella
alla fortuna che mi culla.

Silente sto,
tra la scia di una lucciola
il ragno che ci tesse
le curve di una esse
e dei tuoi fianchi, per
tutti quei mi manchi
a bocca chiusa,
silente sto.





Piuma che sogna il volo
volo sul punto di salpare
tra cielo e mare

morbida di certo
e la prova sta
nei miei sogni che
non posso svelare

ma che, giuro, vale
la pena di sognare.


lunedì 21 luglio 2008

17 LUGLIO 2008 ------- IMAGO



Grazie a Pasquale Martino
in arte Pasquino
abbiamo la possibilità di vedere altre imagini
della serata di poesia
del 17 Luglio.



E finalmente la famosa performance di Fabio Feliziani



E con Mara come la mettiamo?

venerdì 18 luglio 2008

17 LUGLIO 2008 ------- GRAZIE A TUTTI



Grazie a tutti
è stata una bella serata di poesia notturna
scorsa nel modo giusto e con la giusta atmosfera,
tanti tasselli poetici per formare il mosaico serata
tante piccole notti per fare una notte unica
e via, giù di metafora fino ad un'alba metaforica.

In realtà non abbiamo fatto tardissimo e tanti siamo rimasti
a commentare, parlare, dire, esprimere altro ed altro ancora.

Questa nostra esperienza di luglio non resterà unica
ma avrà seguiti e trascinamenti vari.

A presto
Giuseppe
Verso Libero



Questa notte di inganni svelati
me la porto sul petto, fa sentire
importante il tramonto per averla iniziata
mentre l’alba sgomenta e distratta
non voleva venire.

Sono angoli che colorano sfondi
e non fanno confine, sono tratti
di umori diversi che si sanno riunire,
e tasselli di frasi e memorie
dipinte con stile.

Lo stile di chi ha modo e maniera
e non si vuole scordare,
che se la vita è possibile un giorno
indietro non si può più tornare.


mercoledì 16 luglio 2008

La sincerità del ladro

Ma che strano scherzo di labbra e parole
e se ti rubano un bacio
ti ritrovi con un bacio in più

e se ti danno tutto l'amore
ti ritrovi con una vita in meno

(il ladro a volte è più sincero)


lunedì 14 luglio 2008

Trilogia in versi e segnali


(ringrazio per le foto amazzoniche
Silvana Campanini, viaggiatrice,
poetessa, sindacalista, lettrice,
e fotografa di emozioni)




Frutti maturi, acerbi
frutti coi vermi
frutti da cogliere
sui rami più alti,
difficile poterli vedere
frutti che ti cadono addosso
e li devi soltanto gustare

e come chi guarda
la luna, sto, sotto
l'albero dei limoni
in ascolto di suoni
e segnali.


**********

Vale un saluto
due parole
un respiro
due silenzi
un'attesa
tre sorrisi
un come stai
due anch'io
certi vorrei

ho capito, lo so
sei come sei
per sei trentasei
quasi che semmai

poi parole sparse
tra un a presto
e certo lo sai

infine un vuoto
che colma,
che so e che sai
tra un addio
ed un a poi.

*********

Scalda l'aria stanca
un tango, un tanga,
un'anca lenta

Suda nuda in bermuda
la mia arsura, divisa
tra un attimo ed
il tuo corpo morbido.

venerdì 11 luglio 2008

Piazza Navona ed il solito Caimano di passaggio

Tra Piazza ......

E che sia festa
l'istante rebelde
il verbo che offende
comune senso del pudore
e delicata morale
delle puttane ad ore
di regime.

Ma che sia festa
la comunanza di intenti
anche volgari
mai più latenti
la ressa dei sensi

quelle voglie indecenti
anche ingombranti
mai soccombenti
mai dissolventi
mai più latitanti.

Ma che sia una festa
per mettere assieme
la cesta, le ceste
di questo ingombrante
presente.




....e Tango!!!


Ed il tuo tango
metafora infinita
da ballare svestita

per farti trascinare
nell'oltre dei tuoi oltre
dove nulla si nega

ed il quelle ore
senza starci a pensare
stracci tutti i legacci
col pudore

***
Delle tue dita
non posso farne
a meno

della tua anima
fra le dita
non potrò mai
fare a meno

fare a meno di
come mi sento
negli oltre
e nei poi

che non posso
e tu puoi
****

e dissolvo
sognando
fili di nebbia
linee di te
morbidi vorrei
che io non dico
e tu sai

mercoledì 9 luglio 2008

Piano e piani



E poi vennero angoli e curve
a mutare e smussare
ciò che rette e segmenti
avevano reso al quotidiano

e poi suoni di piano
a dargli altro tono.



martedì 8 luglio 2008

L'impronta Rom


Sono imprigionato e schedato
sfrontato e mai domo
ancorato al futuro

trapiantato, potato e stappato
come in feste notturne
in gerle di grano maturo

strappato per quel caldo pane
che offro con dita inchiostrate
a te zingaro, nomade, rom
rumeno, bambino, tzigano

antico violino in scadenza
stuprato oltre ogni decenza.

venerdì 4 luglio 2008

Nettare e Miele




Ti abbraccio che è sera
e poi quasi notte ed
il calore che ho dentro
non sa più svanire.

Ti abbraccio più forte
per via che quel fiore
voglio piano odorare
e sfiorare, nettare e miele.

giovedì 3 luglio 2008

E-mail di resoconto al rientro dal viaggio in terra di palestina





Ciao a tutti, questa mattina dopo una nottata nel treno Milano- Roma sono ritornato a casa. Con tante immagini visi pensieri idee e comprensione in più, tante ma difficili da esprimere in questo momento anche per via che non sono lucido commentatore a sangue freddo figuriamoci a sangue caldo.
Ho negli occhi luoghi e muri strade e check point, persone in fila paziente e soldati armati con fucili puntati ad altezza d'uomo e colpo in canna.
Sorrisetti d'occasione ed ampi sorrisi disponibili.Tutto negli occhi.Strade “preferenziali” ed orrori di abitati "insediati" sulle colline davanti a paesi e minareti. Muri che proseguono e circondano persone e vite ed esistenze e possibilità di vivere esistenze. Gabbie e prigioni, laboratori di odio li ha chiamati una ragazza palestinese. Persone che vogliono dire una parola o che in serate particolari ti raccontano la loro vita nuda e senza altro se non il proprio dramma interiore.
Esistenze strappate e chiuse, ma tenaci e pazienti nel resistere, nel non lasciare il loro luogo o nel volerci ritornare conservando chiavi e sogni e speranze.
Una lenta resistenza quotidiana condivisa da gruppetti di volontari che vivono loro fianco a fianco, vivendo la loro vita, i loro sogni e le loro speranze. Villaggi che non si arrendono e campi profughi che non si rassegnano.
Vedere poi i bambini danzare le danze del loro sogno e di una possibile vita diversa fa sperare. Li abbiamo visti in un campo profughi ed in una festa in un villaggio. Passione e vita e speranza, sempre queste parole tengono viva la strada e la rendono praticabile a chi la vuole percorrere fino in fondo con la stessa passione e la condivisione e l'amore senza cui non ha senso neppure entrarci su quella strada.
Disordinato lo so ma sono questo e per avere un qualcosa di organico dovrete attendere il momento dell'ordine razionale dopo il disordine delle passioni e del cuore aperto.
Progetti di ogni tipo si muovono su quel terreno, non tutto risulta chiaro e condivisibile fino in fondo, ognuno ha il suo tono interiore ed il proprio modo, ma se a volte è brutta cosa altre è cosa umana, e bisogna crescere in questo meccanismo di intreccio fra egoismi e solidarietà.La linea di confine non la so.
So che di linee di confine ce ne sono una barca in terra di Palestina. Percorsi, muri, particolarismi, strade preferenziali, interessi personali, oppressi ed oppressori. Ma attenzione ad omettere la messa a fuoco delle sfumature. In questo viaggio è emersa anche un'anima israeliana che va amata con la stessa energia. Un'anima pacifista e giusta, la vera “strada dei giusti” forse passa in quella zona di Israele. Ta'ayiusc: si chiama così l'associazione israeliana che si batte assieme a chi subisce le ingiustizie dalla parte degli oppressi.
Ho negli occhi una giornata trascorsa per un approvvigionamento idrico di un villaggio palestinese, sovrastato come spesso accade da un insediamento di coloni. Un pozzo da riempire di acqua con il timore che i coloni vengano giù ad impedirlo per togliere anche il diritto all'acqua. Si è andati noi, gruppetto di italiani sparsi fra varie regioni ma con una ragione unica (perdonatemi questo elementare gioco di parole), loro ,i pacifisti israeliani, e soprattutto gli abitanti del villaggio con le loro semplici tende(le case sono state già demolite dai coloni), le loro pecore (spesso uccise dai coloni), la loro ospitalità (che nessuno è ancora riuscito a strappargli dal cuore)……

mercoledì 2 luglio 2008

Alla vita


(Perito Moreno, un ghiacciaio che sta morendo)






Sei inno e passione
il sole e la luna
la brina che bagna
di prima mattina
il corpo che urla
e che suda
che ama sudando
che urla tacendo

Tenerezza e stranezze
che ho dentro
brezze di luna e
sole che s'alza
è tutta per te
questa danza.

mercoledì 25 giugno 2008

24 giugno 2008










Ringraziamento particolare per
le ambientazioni fotografiche
a Fabio Feliziani che continuo impunemente ad
utilizzare sulle pagine di questo blog.
Grazie
Giuseppe Spinillo

Corta la Notte


Tenue il me stesso che
non si sa più dire, e
non sono sicuro di sapere.

Sarai tu a scrivere
musica, testo e
pretesto iniziale.

Ti spetta dare la rotta
per il navigare, in un adagio,
in cui la notte
saprà essermi più
corta di un bacio.

martedì 24 giugno 2008

Alla Palestina 2


Deisheh è un campo rifugiati vicino Betlemme
(non ricordo la giusta dizione)
IBDAA è una compagnia di giovani danzatori
composta di ragazze e
ragazzi di questo campo



Deisheh

Laboratori di odio,
prigioni a cielo aperto
e prigionieri a misurare il recinto
cantando una canzone popolare

per dare voce a chi ha soltanto
una gran voglia di voltarsi e continuare

una gran voglia che scalda

Intanto Ballando i Danzatori Attendono l’Alba.



Susya è un piccolo villaggio palestinese che vive sotto
l'assedio di un insediamento di coloni israeliani
con un gruppo di pacifisti israeliani ho partecipato
assieme al gruppo di pacifisti italiani con cui sono
andato in Palestina ad un approvvigionamento di acqua


Susya

Palestinesi, Israeliani e resto del mondo
hanno visto specchiato in un pozzo
il loro destino

e tra tende, cisterne e the caldo
come fosse un gran patto
hanno preso del semplice cibo
da un unico piatto.

venerdì 20 giugno 2008

Alla Palestina





Ed io ti cerco
in una fila senza fine
ad un posto di blocco
e non ti riconosco

ti cerco fra le righe
di un quotidiano che
non ti vuole nominare

ti cerco sulle scritte
di un muro che somiglia
a tutti i muri di sempre

ti cerco fra le foto
che ho scattato e
mai sviluppato

ti cerco nei gesti che
avrei voluto fare
ma non ho fatto

ti cerco a Sabra e Chatila,
e non so più scrivere i posti
che t’hanno vista morire

morire mille volte
ogni volta con nome diverso
ma sempre con lo stesso volto
che io non so riconoscere, ricordare

ti cerco fra le parole
che stavo per dire ma
non ho detto, fra tutti
i verbi all'infinito
che non ho saputo coniugare

ti cerco sul Ponte di Allemby
o su altri mille lembi
di terra mobile o ferma
ti cerco profanata e
stuprata da mani di
soldati o coloni o insediati

ti cerco liberata e bella
e sensuale e viva
come le onde del mare

ti cerco nei miei giorni a venire
e ti cerco negli spari di
cui ho sentito solo l'eco

ti cerco e non ti riconosco
ho scordato il tuo viso
ho scordato il tuo sorriso

il sorriso di tutti quelli che
non sono come me
il sorriso di tutti quelli che
in un qualche posto
dove io passo e non mi fermano
stanno fermi e non possono passare

il sorriso di chi vede il mare
ma non lo può navigare.

giovedì 19 giugno 2008

17 LUGLIO 2008 ------- PASSA PAROLA

IL LUOGO
LIBRERIA RINASCITA GORDIANI
viale Agosta 46 - ROMA


il giorno
GIOVEDì 17 LUGLIO 2008

l'ora 21.00/21.30 IN AVANTI

il genere
SERATA DI POESIA

i connessi
ANGOLO BAR E LIBRERIA SERALE A DISPOSIZIONE


gli annessi


NOI

il tema
NOTTURNO IN VERSI
VERSI NOTTURNI


le variazioni sul tema

INFINITE


l'invito
PARTECIPATE

l'auspicio

UNA BELLA SERARATA ASSIEME

LA RICHIESTA FINALE

AVVIAMO UN PASSA PAROLA
DA QUI AL 17 LUGLIO

GRAZIE A TUTTI
GIUSEPPE

Lista incompleta

Aspetto un tamburo
che dia il tempo di un'intesa

Un violino che traversi
le mie corde con dita
che arpeggino
una pizzica notturna

Mi manchi il fiato
per averti
troppo attesa

Lista incompleta

mercoledì 18 giugno 2008

il bacio di un poeta




I poeti baciano a volte con le parole
scelgono il posto, l'angolo della vita,
le ore a disposizione
i sogni aperti e quelli socchiusi
in modo da potersi spiare
scelgono il numero dei baci
le non regole, le non aspettative
le lampade godive, per potersi illuminare
ed è un baciare disorganizzato
scomposto, disorganico, non istituzionale

perché quando i poeti baciano con le parole
baciano in tanti, baciano con tanti
baciano in contanti, baciano contenti
ed indossano vestiti di carta
per poterseli strappare coi denti

perchè si sa che quando
i poeti baciano con le parole
non si può dissentire, entrare nel mondo
dei forse, dei no, dei non so,
dei conosciamoci meglio
dei non è carino, non è corretto

quando i poeti baciano con le parole
l'unica regola che si danno è quella
del poco affanno, del troppo poco
poi di colpo i poeti smettono di parlare
escono dal tiepido torpore del foglio
e scoprono l'odore, scoprono il sapore

ed allora i poeti baciano
decisamente, e senza le parole.

martedì 17 giugno 2008

Cura e orecchio



Il mio peso in parole
sfiora il tuo

Disponi soggetto
gesto in verbo
complemento oggetto
compiere imperfetto

Scrivi tu il testo
sul mio foglio
voglio farmi stupire
esserti cura e orecchio

Violino e resti







Sai che non mi so
allontanare, non
mi so avvicinare

elastico e parole
tutto torna e
mi manca il vento tuo
fatto di un innato
lume scuro
color notte

violino e resti
scomposti di
un vorrei

giovedì 12 giugno 2008

12 giugno 2008

Giovedì 12 Giugno 2008 dalle ore 21.30 (circa)


alla Locanda Hermann - via dei Sabelli, 167
(quartiere San Lorenzo.....Roma)

leggono i loro testi poetici
Claudia Dell’Era e
Giuseppe Spinillo

mercoledì 11 giugno 2008

Il mio oltre



Nuda vertigine
sai meglio di tutti
il come

Sai meglio di tutti
il cosa

Sai di me e
sai tutti i rumori
che conosco

La mia bava di fiato
è tutta tua
e tutto per te
stendo il mio oltre.

lunedì 9 giugno 2008

Verso il Chiapas



Caminar Preguntando

Notte d'inganni

La sento che respira
forte sul mio collo

mi slega e lega al buio
impedisce il sonno

con morsi o con carezze
mi accorda ai suoi non sensi

mi resta dentro a strati
questa notte d'inganni

giovedì 5 giugno 2008

Contadini del mare








Prendi il destino
prendilo all’imbrunire,
o fallo che è notte fonda,
guardalo da una sponda,

non pescatrice ma
contadina del mare
che getta i semi tra l'onde,
e poi non si confonde,

ma aspetta sempre
l’istante in cui
il tempo è maturo,
e l’attimo nasce da solo,

con fremito che
taglia il cielo,
le foglie, il cuore,
e tu, non lo trattenere.

Non trattenerlo adesso,
non ingabbiarlo
in un tono intermedio,
in quel tedio senza confini.
Tu lo conosci bene,
lo hai accudito nei sogni
che facevi da bimba,
che, col tempo, si sono
mutati in rabbia,

in vento che porta
sabbia, sabbia che
taglia la pelle,
taglia e lascia ferite.

Ma tu che coltivi
il fiore, quel fiore
che mette tanto
a sbocciare, ma poi
non sa più morire.

Tu che coltivi il fiore
e gli hai messo per nome
quel nome che porti dentro,

mentre io ne ho trovato
un altro, che è fatto
su mia misura.

E noi li serbiamo spesso
per quando la strada è dura,
perché è nostra natura
coltivare
le aiuole che porta
il mare, in tutto
quel suo fluttuare,

che in pochi sanno vedere
perché durano solo
il battito d’un istante,

e dopo, non c’è più niente.

mercoledì 4 giugno 2008

Dinamismi statici



Tra nubi e stiro, sto, frugo
sudore e fiato sul collo
mando criptatio verbis,
verso un chi sa dove

statici i movimenti, assenti
i partiti, partiti gli assenti
per chi sa quali orizzonti,
tra ombelico e confine garantito

mi si stropiccia il verso e
la parola, e poi la notte
fiume stanco, tratto lento
che sconsiglia di varcare
la sua soglia

faccio obiezione di coscienza
alle nuove di zecca
chiamate alle armi
alla conta dei peli
sul pube, al riscontro tra
insolvenza e languore
al ritorno al passato
furore, al passaggio
a futuro stupore

ma la parola stropicciata
dal cattivo usare, non la
voglio o la posso stirare
e posso cercare soltanto
nel cuore, quelle piccole
fragole odorose da cui
poter ripartire, condivisione
di odore, sapore, e
voglia di star lì a coltivare.

martedì 3 giugno 2008

Cupido cecchino

(da una nota di cronaca di stamane
3 giugno 2008 sono venuto a conoscenza del fatto
che in concomitanza con gli incontri internazionali alla FAO,
oltre a chiudere la fermata metro di Circo Massimo
verranno messi dei tiratori scelti sui tetti delle case limitrofe)


I cecchini sui tetti di Roma
fanno la spola tra terra e cielo
il mirino puntato sul cuore
seguono tutto al rallentatore

Cupidi di nuova natura
sfiorano piano passanti e
nomenclatura, tra ritardo
ed attesa, aperitivo,
digestivo e paura

i cecchini sui tetti di Roma
segnano il passo tra
prigione e cultura

i cecchini sui tetti di Roma
marcano il senso di
pigione e sutura.

venerdì 30 maggio 2008

Frittata di memorie






E poi altra notte
senza nome, scusante, spiegazione

mi si strappa lo sguardo, e divento
orbo di te, conca forata, splendida
frittata di memorie.

giovedì 29 maggio 2008

il sapore di un bacio


e che sapore ha un tuo bacio
mi sfina ed affina il palato
solletica i fianchi
accelera il fiato
mi spinge curioso
del dove e del quando
e poi che sapore un tuo bacio
quando lascia il singolare
e diventa plurale
e non so più dove sa andare
a parare
o forse lo so ma
non te lo voglio dire
voglio che sia tu a
sorprendere il tatto col gusto
e poi quando tutta la mia pelle
sa del suo sapore
del sapore del tuo baciare
il tuo bacio si ferma
e si lascia baciare

martedì 27 maggio 2008

Parole che dicono (Dopo i fatti del Pigneto - Sabato 24 maggio 2008)


Parole che dicono di me, di te
di qualcosa che avviene
dicono d’imene violato
di una strada, di una piazza
dicono di alloggi colmi
di un oggi che sembra ieri
di pensieri che sono gesti
di pretesti che tu sai ed io so
dicono di paura e di
fiato sul collo, di vetrina
che scoppia in frantumi
dicono di te, di me
dicono dimenati, protesta
raccogli i cocci per terra
non strappare mai un libro
non creare un feticcio


e sento la pelle che ribolle
sono adirato con la notte
che scorre, verso qualcosa
che non vede, larghe vele
ed il tuo nome, ma questa
notte non risponde, a me
che cerco le parole


parole che dicono dimenati,
dimentica la strada, la piazza
la linea immaginaria
che separa il respiro dal fiato
dicono di me che chiedo di te
di mescolarci oltre i se
ipotetico noi di cui
io non so e tu non sai.

lunedì 26 maggio 2008

prolisso muto

Sento la pelle che mi bolle
sono adirato con la notte
scorre verso qualcosa che non vede
ha larghe vele ed il tuo nome
ma questa notte non risponde
ed io non trovo le parole
muto prolisso, prolisso e muto.

martedì 20 maggio 2008

La conta


C'è una linea
tra me ed il resto
che non riesco a varcare

E' una linea
fatta di linee e
tratteggiature

Sfuma piano
svampa, svapora
e non so farmi capire

Mi rinchiudo, critico,
emendo e mi affido
alla conta con stile

Formicaio di
risposte incomplete
scaduto a porcile

Mi innamoro di
improbabili versi
incapace a finire

Aspetto con timida
costante tenerezza chi
avrà la voglia, lo stile

ed una gomma che
sa essere tenera e dura
cancella confine.

mercoledì 7 maggio 2008

Maggio Veronese




Cinque balordi
ai bordi della notte
hanno teso la mano
per fermare il tempo

hanno fermato il tempo
con la mano tesa
e piano si è arresa
la strada violentata

da una violenza fatta
di memoria svaporata

lunedì 5 maggio 2008

Canto per un fiore in fanciulla



Mi dispongo a circolo
attorno all'emozione
per avere consenso
e trovare quel modo
per dirti che amo
il tuo essere donna
medicina e ricamo
frutto caldo e maturo
mare calmo e sospiro
verso iniziale di un testo
che ora voglio cantare

rivincita esemplare da
certe sconfitte della vita.

martedì 29 aprile 2008

Zuccero e sale


tracce di una sdolcinata dulcinea
che scalcia nel cuore e strappa pulci
alla malinconia di un qualche dopo




Se tu segui
la linea della vita
la scia di un amore
il tuo petto che
gonfia il respiro
il tuo cuore che batte

nei tuoi occhi
una lacrima sola
proverà che lo ami
ed un bacio che
asciuga il tuo sguardo
ti dirà che ti ama

e verranno
nude notti infinite
a portare nell'oltre
la scia di un amore
di zucchero e sale

**

Un amore di zucchero e sale
fa l'amore sugli argini

un amore di zucchero e miele
mi ritocca nei margini

un amore di zucchero e bile
e mi invento oltre i limiti

**

E se le labbra cercano parole
che non trovano

E se le labbra baciano
e se tutto scivola
mi aggrappo alla notte
al suo corpo
alle linee di febbre
alla richiesta ultima
di godere l'istante
che oltre non c'è
più niente.

ricordi ed intuiti

(alla pioggia)

Mi piove sul viso scoperto
mi piovi sul viso

Mi bagno i capelli ed il collo
mi bagni le labbra

Scrivi il testo, la musica, il gesto
mi scompigli i ricordi

(intuiti serali)

Non è aria spenta,
quella che mi libera il fiato
che mi mescola il sonno
e tutto quanto non si
lascia riamare.

Non è spenta aria,
quella miscela di
musica e vento
di pane ed incenso
è tutto quanto
mi riesce intuire.

mercoledì 23 aprile 2008

verso sera





E se poi batte piano,
mare calmo, e verso
sera, si alterna,
ossidiana di versi
a sfumare. in quella
identica sera, ora e
per sempre,
spengo il buio,
tutto il buio.

lunedì 21 aprile 2008

insaporirsi

E tra un attimo
sono da te
atto impuro
pulito
come fiocco
di neve
salato

e poi lecco
il mio bacio
insaporito
di te.

mercoledì 16 aprile 2008

altra notte






Soffiami dentro
altra notte che
questa è stordita
e troppo letale

Ho un bicchiere
ampio e vuoto
scegli tu con che
vada riempito

martedì 15 aprile 2008

notte di sparizioni

Sto tornando
mi sono più volte
fermato
sul tornante sbagliato

Poi ho scambiato
le mie cose di ieri
con bicchieri del tuo
fuoco per gli occhi

E da dove ora sei
se ti alzi di un palmo
già ne senti
l'odore richiamo


Inseguo la notte
seguo tracce
sento eco di passi
mi rincorro
dammi il tempo
il tuo tempo
sono miei
quei sassi
sul tuo vetro
strappa il nesso
sono io il
manifesto
elettorale
votami e
fammi votare
sai il mio nome
numero e posto
dove potermi trovare
so aspettare
la nuova armonia
di quei giorni a venire


e sparisco con te
con il cardine della porta
che non si apre
con la scadenza
del mio sogno
mutuo a scalare
col plantare che
mi scardina il tallone
zoccolo fisso del
mio umore
di achille mascherato
da tartaruga
di ruga mascherata
da viso snello
di cappello gettato
a prendere posto
ma sul treno sbagliato

così sparisco
da me,da te
e dalle rime che
a fatica gestisco
se mi ritrovo
da solo,senza te
sparita da me

lunedì 7 aprile 2008

Postumi giullari del tempo







E la notte andò
ed andarono le costellazioni
le parole presero
la stessa strada
la musica si
prese confidenze
le danze si finsero vento e
spazzarono il cielo
e la luna si finse
arcobaleno e si
sparse a caso

ma le note
strapparono la pelle
e le parole fecero
il contropelo
ed immagini lanciate
in mare impararono
a nuotare

il vino fece da buon comare
e la musica
gli fece controcanto
ed il canto si prese le
parole delle poesie
e le poesie si presero
il respiro dei passanti
ed i passanti si
fermarono a dissentire
a sentire il tempo fermo
gran giullare.

venerdì 4 aprile 2008

il gusto degli imperfetti


solo un bicchiere sbeccato
riesce a sapere fino
in fondo cosa vuol dire
viverlo appieno quel sorso

mercoledì 2 aprile 2008

Tenerezza

morbida leggerezza
che sfiora come brezza
biricchina e curiosa
monella vagabonda
anarchica e sensuale
sai senza sapere
di me che dico senza dire
baciando le non bocche
di tutti i non parlare

martedì 25 marzo 2008

Il mio cesto, certe scelte

Il mio cesto

Questo è
il sapore
della notte
che urla
tacendo
e di buio
illumina
tutto
il non visto

il mio cesto.



Certe scelte

Il bacio che parte
che salpa
sceglie un vento
un senso, una rotta

e poi verso tardi
s’imprime, s’inarca

e ti chiede
cosa fai questa notte,
credi ancora alle fiabe

vuoi accamparti
almeno un istante
per saggiare
il colore e le tracce
che ti lasciano addosso

certe semplici scelte.

venerdì 21 marzo 2008

Con tratti a perdere




Con tratti ripidi

Dalle verbali linee
del mio volto
con tratti a perdere

alle varie ed eventuali
ai sinonimi e contrari
passi lenti ed ineguali
buoni pasto esistenziali

Intanto assaporo transiti
dissipo rendite di posizione
verbalizzo in un verso
la mia emozione
mi concedo all'estetica
paradossale
dell'amore.

lunedì 10 marzo 2008

Dissensi


Dissento sovente
dissento ogni mattino
da quel fatto d'alzarmi
dissento dal giornale
che compro,
a volte leggo
dissento dalla sacca
che mi trascino dentro
piena di non ricordi
di appunti presi a caso
dissento dall'acca muta
e da quella sonora
dall'ora del ritorno
da quella dell'attesa
dalla lista della spesa
completata con cura
ma sempre meno fiato
dissento dal sindacato
dall'arte del mediare
tra consenso e dissenso
dal censo che misura
il vorremmo col siamo
dissento dal partito
che è andato chi sa dove
e forse non è tornato
dissento dal misto d'aria
che bevo, mangio, respiro
dissento dalla mia biro
con cui scrivo parole
dissento dal cellulare
che mi vibra giù in basso
con cui spesso confondo
richiamo con orgasmo
dissento dal tono di voce
che uso quando ti parlo
dissento dal fantasma
delle parole non dette
dal mare di promesse
di ipotesi plausibili e
di taverne piene di
sapore e di gusto
a cui poi preferisco
i riti dell'abitudine
del facile consueto
aspettare al semaforo
un segnale d'invito
dissento dalle campane
che mi dicono l'ora
ma io non so mai quale
dissento dal mutare
in detti i baci dati
in anagrammi i nomi
che porto dentro al cuore
e non so completare
dissento dal riordinare
la mia anima, il sole
gli oggetti dentro casa
i calzini spaiati, i bollettini
i nessi, i versi, le parole
che ti vorrei urlare
a te unico amore
con sempre un altro nome
e sempre, sempre, sempre
compresa in un altrove

martedì 4 marzo 2008




la falena
che balena
strana coppia
di animali
in tutto uguali

venerdì 29 febbraio 2008

Tradito

tradito da trama non mia
non rima di quasi poesia
insipida malinconia
fatta di vuoto

io non lo nuoto quel mare
non ho il miele, nè api
fatte di vento per
saperlo creare

sono tracce di un mondo
che non riesco a capire
linguaggi, aforismi, idee
di persone e contesti
in cui ho messo cartelli

non mi vendo, non ti vendo
non scendo

non sono rampa di scale
ascensore, cammello
non so in quale deserto

non voglio dare risposte
a domanda d'esame, quesito
essere misurato col metro tarato
dalle altrui convinzioni, convenzioni
commistioni al consenso

che mi fiatano il collo
come fosse un gran
bacio di fata

e tra un fiato ed un tasto
premo piano la molla del testo

lunedì 18 febbraio 2008






bisognerebbe avere
la penna giusta
per scrivere
senza ferire
senza lacerare

penna più leggera
di un petalo
più dura del dolore