martedì 25 marzo 2008

Il mio cesto, certe scelte

Il mio cesto

Questo è
il sapore
della notte
che urla
tacendo
e di buio
illumina
tutto
il non visto

il mio cesto.



Certe scelte

Il bacio che parte
che salpa
sceglie un vento
un senso, una rotta

e poi verso tardi
s’imprime, s’inarca

e ti chiede
cosa fai questa notte,
credi ancora alle fiabe

vuoi accamparti
almeno un istante
per saggiare
il colore e le tracce
che ti lasciano addosso

certe semplici scelte.

venerdì 21 marzo 2008

Con tratti a perdere




Con tratti ripidi

Dalle verbali linee
del mio volto
con tratti a perdere

alle varie ed eventuali
ai sinonimi e contrari
passi lenti ed ineguali
buoni pasto esistenziali

Intanto assaporo transiti
dissipo rendite di posizione
verbalizzo in un verso
la mia emozione
mi concedo all'estetica
paradossale
dell'amore.

lunedì 10 marzo 2008

Dissensi


Dissento sovente
dissento ogni mattino
da quel fatto d'alzarmi
dissento dal giornale
che compro,
a volte leggo
dissento dalla sacca
che mi trascino dentro
piena di non ricordi
di appunti presi a caso
dissento dall'acca muta
e da quella sonora
dall'ora del ritorno
da quella dell'attesa
dalla lista della spesa
completata con cura
ma sempre meno fiato
dissento dal sindacato
dall'arte del mediare
tra consenso e dissenso
dal censo che misura
il vorremmo col siamo
dissento dal partito
che è andato chi sa dove
e forse non è tornato
dissento dal misto d'aria
che bevo, mangio, respiro
dissento dalla mia biro
con cui scrivo parole
dissento dal cellulare
che mi vibra giù in basso
con cui spesso confondo
richiamo con orgasmo
dissento dal tono di voce
che uso quando ti parlo
dissento dal fantasma
delle parole non dette
dal mare di promesse
di ipotesi plausibili e
di taverne piene di
sapore e di gusto
a cui poi preferisco
i riti dell'abitudine
del facile consueto
aspettare al semaforo
un segnale d'invito
dissento dalle campane
che mi dicono l'ora
ma io non so mai quale
dissento dal mutare
in detti i baci dati
in anagrammi i nomi
che porto dentro al cuore
e non so completare
dissento dal riordinare
la mia anima, il sole
gli oggetti dentro casa
i calzini spaiati, i bollettini
i nessi, i versi, le parole
che ti vorrei urlare
a te unico amore
con sempre un altro nome
e sempre, sempre, sempre
compresa in un altrove

martedì 4 marzo 2008




la falena
che balena
strana coppia
di animali
in tutto uguali

venerdì 29 febbraio 2008

Tradito

tradito da trama non mia
non rima di quasi poesia
insipida malinconia
fatta di vuoto

io non lo nuoto quel mare
non ho il miele, nè api
fatte di vento per
saperlo creare

sono tracce di un mondo
che non riesco a capire
linguaggi, aforismi, idee
di persone e contesti
in cui ho messo cartelli

non mi vendo, non ti vendo
non scendo

non sono rampa di scale
ascensore, cammello
non so in quale deserto

non voglio dare risposte
a domanda d'esame, quesito
essere misurato col metro tarato
dalle altrui convinzioni, convenzioni
commistioni al consenso

che mi fiatano il collo
come fosse un gran
bacio di fata

e tra un fiato ed un tasto
premo piano la molla del testo

lunedì 18 febbraio 2008






bisognerebbe avere
la penna giusta
per scrivere
senza ferire
senza lacerare

penna più leggera
di un petalo
più dura del dolore

giovedì 14 febbraio 2008

Appunti fotografici




Non puoi metterlo dentro una foto
nei racconti rimane incompleto
senza aghi di pioggia che
ti sferzano il viso
senza spinte violente alle spalle
e scartare di lato

non c'è modo di rendere il vento
senza averlo vissuto
non c'è modo di mostrare orizzonti
più larghi della punta di un naso

mancherebbero l'odore di terra
e tutti i suoni del caso
un intero universo che sussurra
e sorseggia, senza perdere il fiato

tutto questo una foto
non potrebbe capirlo
per cui resta soltanto un appunto,
uno splendido appunto, ma
pur sempre un appunto incompleto.

mercoledì 6 febbraio 2008

Elogio della timidezza

Se mi spoglio del timore di
mostrare ben chiara l'emozione
che mi da il voler dire senza saper dire
l'aver dentro temendo di affacciare fuori
il costruire sogni
troppo leggeri per fermarsi a terra,
troppo pesanti per prendere il volo
se non mi vergogno del mio rossore interiore
se lo lascio spandersi sul viso come
fanno i bambini colti con le mani nella marmellata
per troppa gola e poca ragione per
troppo amore e poco timore
per troppo colore e poco bianco e nero
e se smetto di avere paura
del mio antico pudore e mi faccio
spettinare dal vento e non provo
sgomento per le parole che
uscirebbero sole se, ma poi
non escono in quanto
ed alla fine il mio sguardo
ti guarda in silenzio e la smette
di cercare parole per riempire
e ragioni su cui poggiare
sì, se solo potessi smettere
di essere la corretta porzione
di mente sana e ti facessi capire
che sono sempre un passo
oltre ciò che dico.

mercoledì 30 gennaio 2008

Sul tuo davanzale





Un paniere con
pane fresco, latte
ed uova di giornata

un cartoccio di
frappe e castagnole
il giornale, un foglio

con versi di poeta e
di animale,

ed una conchiglia
che ti porti
la voce
del mare.

lunedì 28 gennaio 2008

assenze e dissensi




Mi assento
e disperso
dissento
niente altro
da dire
voce del verbo
sparire
dissenso
sparito
in questo
tratto di via
solo dissenteria

venerdì 25 gennaio 2008



Condominio di sensi
aggregati dissensi
mi scombinano i se.

giovedì 24 gennaio 2008

Voce del verbo amare



E se mi arrendo col corpo
il corpo spendo
non ti trascendo
uscendo spengo
luce, mente e cellulare
voce del verbo
andare, amare
senso del mio partire
e so di mare
so di sale che spella
la mia pelle
che espelle dal nulla
ciò che vuole
e se vuole te
non se ne duole
e tu che nutri
di carne come me
quel tuo nutrire
sai degli esiti
successivi
che quel cibarsi
comporta, e non
si può farne scorta
per le di poi carestie

la carne sazia il momento
ma crea solo altra fame
voce del verbo amare.

giovedì 17 gennaio 2008

Mancanza di dissenso


Da quando ti conosco
non dissento più
mi accordo, slaccio, allaccio
faccio il possibile
per esser compatibile
con quel tuo modo egemone
di dirmi che con te
proprio non si dissente e
da quando me lo hai detto
stai certo che con te
non dissento più,
sei la classe più pura
la sindrome gentile che
spezza le certezze e mi rende
più certo che, da
quando so chi tu sei,
non dissento più,
ho letto circolari, lacci
e stracci esistenziali
le normative a braccio
i sensi, i consuntivi
i sintomi passivi
che tu mi getti addosso
e mi fanno capire
a fin di paradosso
che con te, ed è
definitivo, io non
dissento più.

mercoledì 16 gennaio 2008


Godersi la vita
le tue mani e le dita
il tatto e l’olfatto
il tuo necessario
silenzio assoluto
il senso del ritmo
il sopra ed il sotto
il tuo saliscendi
emotivo e sensuale
il sapore ed il gusto
l’adagio, l’andante
veloce, con brio
ed io in tutto quel
grandioso trambusto
a godermi la vita
le tue mani e le dita
e la prescelta sequenza
di gesti e momenti,
….e perché
pensarli volgari
io li dico gaudenti.

giovedì 10 gennaio 2008

Mare


Continuo a cercare il mio mare
non so con certezza se esiste

so solo che farebbe più male

non saperlo sognare

lunedì 7 gennaio 2008

versi sparsi nel caso in cui si compiano gli anni





Barca ancorata,
salpo domani.
Oggi fermo i gesti,
le vele, i versi.

La mia zattera sai,
sai il controvento,
e conosci la pelle
dalle pieghe sul telo
che mi toglie.

Guardami tu stanotte,
fiatami sul viso
sogni e amore,
ungimi di nascosto
col tuo sole.

Apro ombrelli di versi
che mi coprano
sensi e panni
da questa
pioggia di anni.

Poi ti mando tutto
il non detto, il non fatto
e ti faccio le fusa
come un gatto.

Non si può prendere
tra le braccia l'aria
la si può solo
leggermente amare,
farla sospingere
dal vento e dal sole
farla cospargere
di neve e sudore,
la si può leggere
piano all'imbrunire
scarna e sensibile
al nostro navigare.
Non si può prendere
fra le braccia l'aria
la si può solo
spargere e suonare,
con suoni fatti
con strumenti antichi
che danno ritmo
al nostro respirare.
Non si può prendere
tra le braccia l'aria
ti sfugge via e
non ti lascia fare,
si può soltanto
starla a respirare
non si può vendere
non si può comprare,
la si può solo
perdere e sporcare
non si può togliere
non si può legare,
vale soltanto se
la lasci fare.
Non si può prendere
tra le braccia l'aria
non si può accenderla
non si può sposare,

ci faccio un dico
e ci benedico
il nostro coabitare.